De Benedetti sorprendente a Otto e Mezzo

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Ottima e sorprendente l’intervista di Carlo De Benedetti a Otto e Mezzo sui temi politici di attualità. Sorprendente, anche per Lilli Gruber, la bocciatura del governo Conte bis per eccesso di trasformismo e difetto di democrazia.

Né il Pd, né i Cinque Stelle sono usciti bene dall’analisi di De Benedetti, che avrebbe preferito elezioni, piuttosto che l’alleanza improvvisata e già riottosa (vedi uscite di De Micheli, neo ministro delle Infrastrutture, sulla Gronda e di Orlando, ministro mancato della Giustizia, sul decreto sicurezza).

Conte non riscuote le simpatie dell’ingegnere, che lo ha definito manager della politica, negandogli i riconoscimenti, quasi unanimi della stampa italiana e mondiale, di personalità della politica. La Gruber, sorpresa che l’ospite, da sempre di sinistra, iscritto al Pd, non apprezzasse l’operazione Zingaretti – Renzi, lo ha portato sull’argomento Salvini. Che De Benedetti, peraltro nel main stream dei commenti di attualità, ha condannato sostanzialmente come incapace, almeno nella circostanza, gravissima per la Lega, della rottura dell’alleanza con i Cinque Stelle.

L’ingegnere non ha risparmiato bordate anche ai precedenti governi di sinistra, incapaci di porre un freno e di rimediare alle disuguaglianze crescenti della società italiana. Sull’analisi delle cause di tali disuguaglianze, la Gruber non lo ha incalzato. Avrebbe dovuto. Sarebbe emersa qualche incoerenza dell’ospite rispetto alle sue trascorse modalità di fare impresa. Ma la Gruber – si sa – non è impietosa con tutti gli ospiti allo stesso modo.

Dichiarato e dovuto, da parte di De Benedetti, il riconoscimento per l’abilità di Renzi, che, in questo momento, in piena sintonia con Mattarella, è il demiurgo della politica italiana. Finché dura.

 

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