D’Alema ha scoperto il centro


Non si può negare che D’Alema, malgrado gli anni e i capelli bianchi, continui ad essere il “pioniere” che fu nel Pci togliattiano.

Armato di belle speranze, per incarico di qualcuno ma animato da ambizioni proprie, D’Alema, presidente della Fondazione Italianieuropei, ha aperto “il cantiere della sinistra”. Mancano solo 2 anni all’elezione del Presidente della Repubblica e D’Alema sa che le alleanze non si improvvisano e che i guastatori, in agguato, amano la sorpresa.

Chissà perché, anche Renzi era presente al convegno, e non ha perso l’occasione per dire la sua: “il punto non è popolo contro élite, ma populismo contro politica”. Se avesse detto, la politica contro il popolo, sarebbe stato più sincero e più credibile.

Anche le altre personalità presenti si sono dilettate a dire la loro, da Zingaretti a Bettini, da Franceschini a Speranza, molto fiducioso quest’ultimo nei riflessi europei della vittoria di Biden, a condizione che si faccia “un passo in più mettendoci in sintonia con ciò che si muove”. Tutti spunti ottimi per Tognazzi, conte Mascetti in Amici miei.

L’analisi di D’Alema, accolta dal cantiere con i distinguo d’obbligo, si è conclusa con la proposta di un “campo largo” e di uno “sguardo lungo”: in sostanza, di un vecchio/nuovo Centro, quale che sia l’anima, quale che sia il motore, che tenga quel tanto che basti. Poi l’Italia farà da sé, come ha sempre fatto.    

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