COVID19: pandemia di virus e di irresponsabili.


Positivo al Covid viola la quarantena e viaggia in bus tra Roma e Sabaudia: si cercano gli altri passeggeri” (Repubblica, 25/7/2020)                               

Giornata record di casi nel mondo: oltre 284mila in un giorno. Franca vieta viaggi in Catalogna” (Repubblica, 25/7/2020)

Queste due notizie ben sintetizzano la realtà dei fatti: una diffusa irresponsabilità, che appartiene anche dei Governi di vari Paesi,  che non hanno adottato  severe norme di precauzione e che, per questo, stanno vivendo un aumento dei contagi – in realtà sono molti di più –  ed una progressione che arriverà presto a 50 milioni di contagiati. Gli scenari, inoltre, sono veramente preoccupanti poiché si sta abbassando l’età media dei positivi sintomatici.

Quando arriverà un vaccino efficace su larga scala la contabilità del numero dei morti sarà già stata tale da aver cambiato i corsi dei programmi politici. Basti pensare alle elezioni di novembre in  USA, dove oggi un presidente dice che “usare la mascherina è patriottico”, solo dopo essere arrivato a contare 150 mila morti. Elezioni, quelle americane, che condizioneranno pesantemente il quadro geopolitico mondiale per tutto il 2020.

In questo contesto l’Italia è in una fase di transizione nella quale la contagiosità del virus è immutata. Oggi la media è di 200 nuovi contagi al giorno, ma alla ripresa delle scuole si avranno oltre 20.000 contagiati certi (sulla base di una stima che si può fare dai dati pubblicati su Nature dal gruppo del prof. Andrea Crisanti  dell’Università di Padova) e altri 10.000 contagiati asintomatici che sono considerati il maggior rischio di diffusione del virus.

L’Italia ha tutte le premesse per fare un buon programma di prevenzione territoriale, onde consolidare i risultati del lockdown, e di intervento nei focolai rilevati per contenere anche le forme più gravi della evoluzione della patologia virale.

Perché questo avvenga occorrono però le risorse finanziarie, con i programmi regionali, per personale, strumenti e tecnologie digitali diffuse e personalizzate nelle popolazioni “fragili”. Per questo motivo il ricorso al MES è una strada ineludibile.

Se prima del Consiglio Europeo ci potevano essere perplessità sulle condizionalità correlate al MES, nel mutato quadro politico dell’UE non utilizzare risorse immediatamente disponibili è un suicidio socioeconomico, poiché la esigenza sanitaria è urgente,  indifferibile. Oltre al fatto che provvedervi creerebbe comunque valore.  

Nulla vieta, in ogni caso, che in futuro si possa poi diminuire la quantità dei fondi a prestito dal Recovery Fund  avendo utilizzato quelli del MES.

L’Italia è nelle condizioni per affrontare la stagione autunnale  con il minimo dei rischi ed essere anche di esempio nell’Europa e nei Paesi confinanti che rappresentano un ulteriore rischio, a meno di non chiudere le frontiere.

Speriamo che il presidente Conte si ricordi di essere ancora l’”Avvocato degli Italiani” e non l’ostaggio di una parte dei M5S che affronta ancora il problema della epidemia da COVID 19  in termini ideologici, in contrasto con le raccomandazioni del Commissario Gentiloni, del Presidente Sassuoli  e della Presidente Von der Layen ( che è ricopre la sua carica anche grazie ai voti del M5S).

Non ci possiamo permettere di contare ancora morti negli Ospedali e nelle RSA per carenza di interventi dovuti alla mancanza di risorse finanziarie già disponibili. Perchè il personale sanitario…..ha già dato.

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