Cosa vuole Renzi


Matteo Renzi, che in un precedente articolo abbiamo definito “fenomeno Renzi” [http://www.nuovomille.it/politica/fenomeno-renzi], per quanto si dimostra capace o – per qualcuno – malandrino (politicamente parlando), non è stato con le mani in mano dal referendum in poi.

Eletto senatore “semplice”, e avendo lui eletto con sé un folto gruppo di parlamentari fedeli, Renzi è rimasto comprimario della politica italiana, meno visibilmente di prima. Come si è visto in occasione del cambio di alleanze al governo. Senza Renzi, l’alleanza inedita tra Pd e Cinque Stelle non si sarebbe formata, e il Paese sarebbe andato alle urne.

Durerà il tempo sufficiente per la transizione di Renzi dal Pd al Pdr (Partito di Renzi), e poi ci saranno le elezioni? O potrà durare tutto il mandato o almeno fino all’elezione del prossimo Presidente della Repubblica?

Sono domande che si agitano nei dibattiti e nei giornali, a cui gli analisti offrono la propria risposta in base ai propri convincimenti e alla propria prospettazione. Che non è quella di Renzi, che ha una tattica flessibile, e quindi una grande capacità di adattamento, e un’unica strategia: la conquista del potere, quanto più possibile.

I suoi avversari più duri sono i compagni o gli ex compagni di partito, ugualmente innamorati del potere e meno degli obiettivi politici del potere. Vedi D’Alema e Bersani, che tanta mano hanno dato all’insuccesso del plebiscito renziano, sostenuti dall’intelligenza accademica e burocratica nazionale, ignara della partita in gioco.

La partita che Renzi dovrà giocare, dopo la scissione, contro il resto del mondo non gli consente ragionevoli prospettive di successo, al prossimo giro. Ma al giro successivo, sì, quando i Cinque Stelle avranno mostrato definitivamente le corde e il Pd, o quel che ne sarà, non avrà altre funzioni di servizio da svolgere.

La partita sarà contro la Lega, o il nuovo centro destra del momento. E si tornerà così al maggioritario puro, perché né Salvini, né Renzi sono uomini da proporzionale e da mediazione. Sono tutti e due giovani. Sarà un duello che durerà a lungo. Speriamo anche nell’interesse del Paese.

 

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