Cosa direbbe Cossiga della Consob


“L’eredità di Cossiga, cosa direbbe dell’Italia di oggi” è il titolo dell’articolo scritto da Paolo Savona per il Sole 24 Ore.

Sostanzialmente, un omaggio a Cossiga, sardo e italiano, e una critica al ceto dirigente del Paese, di cui lui stesso è protagonista eccellente, essendo presidente della Consob, che, tramite il controllo della Borsa, ha funzioni di impulso (o di freno) dell’economia italiana.

Noi sommessamente concordiamo sia con l’omaggio, che con la critica, e proponiamo ai nostri lettori un passaggio dell’articolo in cui ci identifichiamo (“Cossiga insegnava il rispetto delle istituzioni, ma rivendicava il diritto alla loro critica, che esercitava in modo instancabile”) e un passaggio (“Egli avvertì che fossero venuti meno per l’Italia i vantaggi dell’appartenenza all’area occidentale e perciò dovesse porre rimedio alle sue disfunzioni per fronteggiare la durezza dell’incombente ampliamento della competizione globale”) di cui rivendichiamo la realizzazione nella pratica professionale (chi scrive esercita la professione di avvocato) in varie occasioni, una delle quali è la denuncia del caso Seat Pagine Gialle e l’assistenza prestata ai risparmiatori traditi. Ricordiamo che 500 mila cittadini hanno perso oltre 10 miliardi.

Il nuovomille.it ha pubblicato nel corso di 8 anni le origini e le cause del dissesto e le sollecitazioni di intervento a favore dei risparmiatori rivolte alle istituzioni competenti, tra cui soprattutto la Consob.

Savona, in veste di presidente, è stato informato dagli uffici ed è stato direttamente sollecitato dal gruppo dei risparmiatori traditi con una lettera personale, che riveste, in effetti, rilievo critico e propositivo. Proprio come Savona scrive nell’articolo. E gli chiediamo: cosa direbbe Cossiga della Consob passata e presente? Confidiamo in una risposta.  

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*