Corriere della Sera antigovernativo

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Il Governo Conte non è nato sotto i migliori auspici. Non c’è dubbio. Immaginato e realizzato da due forze politiche (Lega e M5S), contrapposte in campagna elettorale, confluite in un Contratto di programma che fa molto discutere, appare esposto a difficoltà e insidie, in Italia e nell’Unione Europea.

E’ vero, però, che il Governo riflette il consenso del Paese, espresso in quasi 20 milioni di voti, oltre la metà dei voti utili. In Parlamento questi voti si sono tradotti in una maggioranza perfettamente legittima, cioè conforme al dettato della Costituzione formale e materiale. Se non farà troppi errori e se risponderà alla domanda di sicurezza (di ogni tipo) dell’elettorato, il Governo democratico della legislatura in corso potrà durare a lungo.

Questo l’ha capito anche l’opposizione, che in Parlamento è rappresentata dal Pd, debole al suo interno per lo scarso risultato elettorale e i conflitti di governance, e da una ambigua Forza Italia, che vorrebbe avere le mani in pasta ben oltre il modesto risultato elettorale conseguito, ulteriormente ridimensionato nei sondaggi. Ma c’è una opposizione nel Paese, che non è la tradizionale opposizione di piazza, sperimentata nel dopoguerra e anche negli anni più recenti, in danno dei Governi Berlusconi. Chi non ricorda i girotondi e le frasi ad effetto di film prodotti con i soldi pubblici! Si è trattato, però, di una opposizione chic, del tutto estranea ai moti di piazza dei 50 anni precedenti al cambio.

Oggi, si prefigura una opposizione inedita, annunciata da Sabino Cassese in un articolo di fondo pubblicato dal Corriere della Sera, che farà discutere.

Un’opposizione, che potrebbe preludere alla crisi istituzionale, se non sarà tenuta sotto controllo. Dice Cassese: “la maggioranza parlamentare non è maggioranza nel Paese … il governo è solo una (piccola) parte dello Stato, del quale fanno parte l’ordine giudiziario, le autorità indipendenti, 3 milioni di dipendenti pubblici che debbono agire in modo imparziale (ndr., così speriamo), il Consiglio di Stato, la Corte dei Conti e molti altri organismi che non dipendono dal governo”. Sembra una chiamata alle armi.

Noi non crediamo che gli organi dello Stato e dell’Amministrazione Pubblica citati da Cassese, ospitato – ricordiamolo – dal primo giornale italiano, siano disponibili a mettersi contro il Governo per smania di potere, personale o di gruppo, così provocando sostanzialmente la crisi istituzionale. Che, a volte, ha serpeggiato, è vero, ma, finora, è stata tenuta sotto controllo. E, nel nostro piccolo, rivolgendoci a tutti i poteri citati e ai cittadini, che hanno votato per l’uno o per l’altro partito o non hanno votato, ricordiamo che il Governo democratico dello Stato ci rappresenta e che non può essere messo in discussione, se non nell’Aula Parlamentare, nei modi previsti dalla Costituzione.

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