Contro la disoccupazione lavoro gratuito, la ricetta di un grande economista


Gli economisti sono all’opera per incrementare l’occupazione. A costo zero o poco più. L’ha teorizzato Richard Sennett, che ha insegnato in ottimi atenei americani e inglesi, e ora sta ripensando il lavoro come progetto sociale, perché “è più importante che le persone abbiano qualcosa da fare, anche se non guadagnano molti soldi; devono avere uno scopo: questo è molto importante, più dei soldi”. 

La legge del lavoro nobilitante, in realtà, è già stata enunciata in passato. I faraoni hanno privilegiato l’aspetto pratico all’aspetto teorico, con la realizzazione delle piramidi, ma gli schiavisti, nel corso dei secoli più recenti (e oggi con il commercio in ingresso della prostituzione e della manovalanza criminale), hanno lasciato testimonianze imponenti, anche legali.

E negli anni 30 e 40 l’informazione, che il lavoro nobiliti l’uomo, è stata affissa a cura dei nazisti sul cancello di ingresso dei campi di concentramento, chiamati fantasiosamente anche campi di lavoro.

Degli economisti si è sempre detto che siano debolucci nelle previsioni e nelle misure di prevenzione delle congiunture negative. Pazienza! Che ora comincino a spiegare quanto sia bello lavorare gratuitamente o poco più, purché si sia ben motivati, sembra un po’ eccessivo, anche per gli economisti.    

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