Conte sotto stress sbaglia


Secondo un antico proverbio, molto noto, ma ben poco praticato, “il silenzio è d’oro, la parola è d’argento”. Lo ricordiamo al presidente Conte, che, nella bufera del coronavirus, ha pensato bene di sfottere, con insolita approssimazione, la categoria più esposta e, in questo momento, più meritevole, quella degli operatori sanitari. I medici della zona rossa avrebbero adottato decisioni improprie, nelle parole di Conte: “c’è stata una gestione a livello di una struttura ospedaliera non del tutto propria, secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi”. Non sappiamo se sia stata un’uscita estemporanea, dal sen sfuggita, oppure se il portavoce abbia approvato nell’ambito di una strategia comunicativa dell’emergenza. Evidentemente sbagliata. Di certo, è piovuto sul bagnato, nel momento delle maggiori tensioni tra governo e regioni del nord, che, per competenza specifica, avrebbero voluto assumere iniziative ritenute dalle istituzioni centrali politicamente scorrette. Mentre Lombardia e Veneto avrebbero richiesto una gestione diversa degli accessi e dei controlli, ci sono state le passeggiate a Chinatown e le foto con le scolaresche di varie etnie, da cui probabilmente Conte si è sentito autorizzato. Ma in politica il vento cambia rapidamente e, questa volta, Conte è rimasto sorpreso. Non vogliamo trarne conseguenze affrettate, ma le capacità di una persona, soprattutto di un altissimo manager della politica, quale è il presidente del consiglio, si valutano soprattutto sotto stress. E la prova di Conte non è andata bene. Vuoi che lo stress non sia per lui!

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