Conflitti non convenzionali e imprese: l’Italia si prepara


La pandemia da Covid19 ha risvegliato nelle autorità politiche e militari e in alcune imprese specializzate l’interesse, sopito da tempo, per i conflitti non convenzionali, noti con la sigla NBC – Nucleare Biologico Chimico, e per i mezzi di protezione individuali e collettivi.

A prescindere da ogni illazione sulla diffusione del virus, tutti i paesi del mondo, di ogni latitudine, salvo la Cina, si sono dimostrati impreparati ad affrontarlo. Per carenza di piani, di mezzi e di competenze, sia per la profilassi, che per la terapia.

In Italia, lo abbiamo scritto più volte, le autorità hanno indugiato più che altrove e il risultato dell’impreparazione e dell’incertezza si riscontra nel numero dei decessi, nella scarsità dei luoghi di trattamento della malattia, in fase acuta e in fase di recupero, e nella crisi economica. Che ha colpito a fondo la parte più debole e più esposta della società.

Come talvolta accade in Italia, però, non poche, meritevoli imprese hanno reagito e hanno adattato le competenze alle esigenze della produzione, in alcuni casi riconvertendola. Una di queste è RAIT88, assistita da manager capaci e controllata da un imprenditore visionario.

Avendo avuto occasione di conoscere una parte del mercato in tempi remoti, sia dal lato della domanda, che dell’offerta, osserviamo che la produzione tecnica, pur ottima che sia, richiede la conoscenza complementare del territorio e di competenze non soltanto industriali. Sul ritardo nell’approntamento di un’iniziativa integrata, si arenò, infatti, una primaria impresa italiana, che, in seguito, per altre ragioni, uscì dal mercato.

Non pretendiamo naturalmente di dare consigli a persone che ne sanno più di noi. Offriamo il contributo della nostra testimonianza al successo di un’impresa meritevole.  

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