Compito arduo per il prossimo presidente


Il prossimo presidente della repubblica, chiunque sia, dovrà affrontare varie sfide, interne ed esterne, del tutto nuove per l’Italia nel mondo globale, conteso tra le grandi potenze mondiali e regionali.

Non gli basterà essere un patriota (copyright di Giorgia Meloni). Dovrà essere un patriota capace e affidabile. Per gli italiani e i paesi alleati. Quindi, dovranno essere certe e ben gestite le alleanze, e la politica interna dovrà riflettere le scelte di politica estera, nell’interesse degli italiani.

Non è stato sempre così, in Italia. Non è il caso di ripercorrere la storia nazionale degli ultimi 200 anni e soprattutto del secondo dopoguerra per notare le innumerevoli dissonanze. Ma guardiamo al futuro. E cominciamo a proteggere il patrimonio scientifico e tecnologico nazionale.

Paul Kennedy nel suo libro noto e perfino datato “Ascesa e declino delle grandi potenze” ha dimostrato che il declino degli stati è determinato dalla subordinazione tecnologica, a cui segue inevitabilmente quella economica. E’ documentato che gli Stati Uniti abbiano prevalso nel conflitto con l’Unione Sovietica per lo strapotere economico, la maggiore spesa nell’industria degli armamenti e la grande motivazione dei cittadini, ignari dei passi falsi dei presidenti rispetto alla dottrina Monroe.

Non è un caso il declino (relativo) degli Stati Uniti, che, dai Clinton in poi, hanno fatto grandi errori, avvantaggiando la Cina, in particolare, e incoraggiando le ambizioni di altri stati. La Russia ha ripreso a coltivare il ruolo di grande potenza, l’India contende lo spazio indocinese alla Cina, la Turchia di Erdogan ha ripreso in mano, per la verità in affanno, la mappa e la storia dell’impero ottomano, che fino a 100 anni fa (un soffio per la storia) ha dominato il Mediterraneo orientale e nordafricano.

Il nuovo presidente italiano dovrà fare i conti con la politica interna dissennata degli ultimi 20 anni (almeno) per rimediare a carenze ed errori e per sottrarsi all’abbraccio interessato dei ceti sociali ed economici più invadenti e interessati, per sé stessi. Ce la farà?

Per questo deve essere una persona capace, libera e liberale. Non molte personalità, tra quelle in corsa, corrispondono a questo profilo.      

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