Stato-Cittadini, un impegno condiviso per risanare il Paese

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L’Autorità affidata alla direzione di Raffaele Cantone è stimata per l’impegno dimostrato nel corso dell’attività ed è, per questo, considerata da numerosi operatori pubblici e privati, consapevoli della estensione della corruzione, che pervade tutti i settori, il presidio della legalità nel Paese. Al punto che, periodicamente, Cantone tende a ricordare i limiti del compito di istituto (che richiede risorse adeguate).

Anche i legali di riferimento del NuovoMille.it hanno sollecitato l’attenzione dell’Autorità, che ha risposto. Di certo, l’impegno di risanamento del Paese – perché di questo si tratta –  non può essere sporadico e dipendente dalla buona volontà di una persona o di una Autorità. Deve essere strutturato e poggiato sulle capacità e sul senso di responsabilità sia delle Istituzioni, che dei professionisti, in particolare, degli avvocati, impegnati di persona, sulla base del principio di sussidiarietà, previsto dalla Costituzione e ribadito, con forza, dal Trattato di Lisbona.

All’impegno degli avvocati, tuttavia, deve rispondere, in via emergenziale, lo Stato, complesso e articolato nelle sue molteplici funzioni, coordinando i compiti a servizio della legge, che tutela i cittadini, nell’ambito dell’ordinamento democratico. Senza tutela effettiva, si ricorre alle spade, come ricordano Colombo e Davigo nel loro libro sul funzionamento della giustizia, più che mai sottoposta alla sfida della (dis)uguaglianza di trattamento. Zagrebelsky e Canfora denunciano, nel dialogo sulla “Maschera Democratica dell’Oligarchia”, il governo dei pochi, che si è sottratto alle regole di controllo della legge, insinuandosi nei gangli del potere, che si coniuga con il denaro.

Potere e denaro si alimentano reciprocamente e sviliscono i principi fondanti della Costituzione e delle libertà democratiche. Gli autori si interrogano su cosa sia necessario fare, ma non offrono soluzione. Constatano l’esistenza di un doppio circuito di legalità, che esclude, di fatto, la parità dei cittadini di fronte alla legge, ma si fermano dinanzi alle modalità di riscatto e alla difficoltà di identificazione dei soggetti che manovrano, a fini illeciti, le leve del potere. Il diritto esce sconfitto dalla loro analisi. Il Paese sembra destinato al declino inarrestabile, morale, giuridico ed economico. Noi riteniamo che non sia così, a condizione che i cittadini reagiscano e le Istituzioni rispondano.

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