Chiara Appendino ingiustamente condannata


Chiara Appendino, sindaca di Torino, è stata condannata in sede penale per la dolorosa vicenda di Piazza San Carlo provocata – così è stato accertato –da un gruppo di giovani partecipanti all’evento. Non sono ancora note le motivazioni della sentenza di condanna che ci riserviamo di commentare specificamente.

Al momento, possiamo ribadire il nostro sconcerto che il legale rappresentante di un ente locale o di una grande società possa essere condannato in sede penale, oltre che, in prospettiva, per l’effetto, al risarcimento dei danni in sede civile, in totale assenza di comportamenti personali che giustifichino la condanna.

Ricordiamo che nessuno può essere condannato per fatti che non costituiscono reato e che la responsabilità penale è personale. Quindi, il reato deve essere previsto dalla legge e il fatto concreto deve integrare con il comportamento della persona la fattispecie astratta.

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, ha promosso una campagna di riforma della legge sugli enti locali e di sensibilizzazione del pubblico a cui hanno aderito più di mille sindaci. Ha fatto bene e speriamo che segua una risposta concreta a questa iniziativa. Ma ne dubitiamo fortemente.

Perché – questo è il punto – l’ideologia della condanna penale e della restrizione in carcere a scopo afflittivo permea l’opinione pubblica. E i tribunali si adeguano. Anche se poi avviene che noti mafiosi costretti al regime carcerario di isolamento sono mandati a scontare la pena a casa. Giustizia a doppio binario.

Ricordiamo ancora con pari sconcerto la condanna di Moretti, legale rappresentante delle Ferrovie, condannato per l’incidente di Viareggio, dovuto ad un congegno male manutenuto. Si può pensare che il capo di una grande azienda a controllo pubblico sia responsabile, per mancata manutenzione o mancata sostituzione, di un minuscolo congegno che ha prodotto un gravissimo sinistro! Anche lì, l’opinione pubblica voleva la condanna, e così è stato.

Sappiamo di andare controcorrente con questa nostra opinione. E sappiamo che gli stessi sindaci, affetti in altri momenti e in altre sedi, della smania giustizialista (a carico altrui) non concordano con noi. Finché non tocca a loro.

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