Chiara Appendino a giudizio

Chiara Appendino sindaca di Torino durante la presentazione in consiglio comunale della candidatura di Torino alle olimpiadi del 2026 presso Palazzo Civico, Torino, 2 luglio 2018 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Chiara Appendino, sindaca di Torino, è stata rinviata a giudizio, insieme ad altre persone tra cui l’ex questore, per i fatti di Piazza San Carlo del giugno 2017. Ricordiamo che alcuni rapinatori provocarono il caos con bombolette al peperoncino per appropriarsi di monili e zainetti altrui e che, per questo, sono già stati condannati con rito abbreviato. Il giudizio degli attuali imputati riguarderà gli aspetti organizzativi. Francamente la richiesta della Procura è poco comprensibile, tanto più che i responsabili del disastro sono già stati condannati. E’ evidente che, senza il panico provocato dalle bombolette, il disastro non ci sarebbe stato e le persone in fuga non sarebbero state travolte e ferite, due in modo così grave da morirne. Ora, la Procura dovrà dimostrare che l’allestimento della piazza è stato miserevole e che, essendo diverso, nelle stesse condizioni di panico e di fuga precipitosa, il disastro non ci sarebbe stato. A noi sembra una prova diabolica, cioè impossibile, da dare, e quindi il giudizio si trascinerà per anni, impegnando la sindaca, mentalmente e materialmente, e distraendola dalle sue funzioni istituzionali, fino ad una prevedibile assoluzione. L’ex questore in pensione, invece di dedicarsi alla pesca o ad altri hobby nell’attesa dell’inevitabile declino, dovrà dedicarsi, a sua volta, al giudizio, destinando una parte della sua pensione alle spese legali. Per l’allestimento delle piazze, in occasione delle manifestazioni, sono previsti protocolli di preparazione, a seconda che l’evento sia politico o di intrattenimento. Se mille altre volte in precedenza i protocolli hanno funzionato, perché un evento traumatico, certamente imputabile a fatto occasionale, dovrebbe dimostrarne l’inconsistenza, così grave da coinvolgere la responsabilità personale della sindaca e dell’ex questore? Crediamo, in sostanza, che la materia delle responsabilità organizzative e informative debba tenere conto anche della prudenza personale dell’utente e dell’occasione particolarmente sfortunata.

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