Centrosinistra batti un colpo

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C’era una volta Carlo Marx che disegnava il futuro radioso della rivolta di classe nei confronti di banche ed imprese e del connivente governo dell’epoca. La rivolta avrebbe provocato una equa redistribuzione del capitale accumulato in danno dei lavoratori. Le competenze professionali prestate dalle attività di servizio, appannaggio del ceto borghese, erano attratte nella criminalizzazione del capitale e delle modalità di accumulazione.

Esulava completamente dall’analisi di Marx ogni valutazione di liceità giuridica di tali modalità perchè le leggi dell’epoca erano a dir poco carenti di tutele diffuse e quindi il famoso valore aggiunto si accumulava più o meno conformemente alle previsioni normative, visto che le leggi le faceva il sovrano. Si sa che ne è stato del socialismo reale: la nomenclatura si è sostituita al sovrano attribuendosi potere e capitale. E’ stato un processo tutto sommato piuttosto breve.

Nei paesi in cui è stato introdotto un ordinamento democratico, più o meno liberale, magari in seguito alla destituzione di governi autoritari o totalitari, non si può dire che sia andata molto diversamente, quanto ad accumulazione di capitale, come è reso evidente dall’enorme divario tra ricchi e poveri, dalla protezione riservata alle banche, dai benefici riconosciuti ad imprese poco meritevoli, dal diffuso sistema di illecito concorrenziale che caratterizza il mondo delle professioni, considerate – ormai a torto – liberali.

Ma quanta di questa accumulazione è conforme ai principi di governo dell’economia di mercato? Si afferma giorno dopo giorno la disinformazione che il liberismo o il mercato siano responsabili. Non è vero. E’ responsabile la difformità attuativa del mercato, perchè non è tutelata la effettiva concorrenza del merito. A questo illecito macroscopico e diffuso, in Italia il partito comunista ha concorso in pieno con la democrazia cristiana e con il sostegno occasionale dei partitelli ritenuti intellettuali in ragione di qualche trascorso bancario dei segretari.

Nell’ultimo ventennio la musica non è cambiata. Le autorità che avrebbero dovuto tutelare il funzionamento del libero mercato, che è ovviamente basato sulle capacità e sull’impegno, hanno curato molto la ritualità degli avvicendamenti ai vertici. Alle manovre speculative in corso, distruttive delle economie nazionali, viene attribuito anche dalla stampa il riconoscimento di conformità economico-legale.

Il centrosinistra si lamenta in televisione (a Porta a Porta è stato visto un Bersani intimidito e inadeguato), ma non interviene nelle questioni specifiche che rispondono a criteri di illiceità. Enrico Letta, soltanto per fare un esempio, si è precipitato a lanciare messaggi di ampia disponibilità personale al governo in carica, peraltro sostenuto da quasi tutto il parlamento preoccupatissimo di non essere rinnovato alla prossima tornata elettorale.

Nel frattempo i risparmiatori vengono depredati delle loro risorse, a volte molto modeste, e delle loro legittime prospettive di vita. Il NuovoMille fa qualcosa in favore dei rispamiatori e del funzionamento della legalità di sistema, ma molto molto di più dovrebbe fare la politica e per vocazione naturale (evidentemente usurpata) il centrosinistra dovrebbe almeno pronunciarsi sulla illecita accumulazione di capitale. Centrosinistra batti un colpo finchè puoi.

Conversazioni
30 5 2012 - 08:48

Per la verità non condivido molto. La favola secondo cui il mercato lasciato libero premia il merito è una balla, come dimostra la storia. Il mercato lasciato libero premia i furbi e favorisce una distribuzione di ricchezza per cui i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La crisi finanziaria attuale è figlia della deregulation di Reagan e della Thatcher. Oggi bisognerebbe tassare le operazioni finanziarie, tassare i grandi patrimoni, fare una seria lotta all’evasione fiscale. Insomma prendere i soldi ai ricchi e darli ai poveri finanziando le politiche sociali, la scuola pubblica, la sanità pubblica. Così ripartirebbe anchje l’economia perchè la classe media ricomincerebbe a spendere. Ma se dici queste cose sei un comunista….

Risposta
    31 5 2012 - 11:19

    Usciamo dalla genericità e dalla ideologia e proponiamo nello specifico ai politici di tutti gli schieramenti, responsabili delle nomine e quindi del funzionamento delle istituzioni, il confronto con gli illeciti civili e concorrenziali denunciati dal NuovoMille, che non sono pochi per chi segua il giornale: due vicende esemplari per tutte 1. il caso seat pagine gialle, il cui leverage buy out ha provocato il crollo del titolo in borsa di circa 150 volte con una perdita a carico dei risparmiatori di qualche miliardo e la cui assemblea è chiamata a deliberare una cosiddetta ristrutturazione dei debiti che in effetti richiede la rinuncia di circa 40 banche creditrici ad esigere i crediti (con conseguenze deleterie a carico della clientela ordinaria); 2. l’opacità delle amministrazioni straordinarie gestite dal ministero dello sviluppo economico, che negli ultimi anni è stato rappresentato da un ex comunista (Bersani), da un ex democristiano (Scaiola), da un cosiddetto liberale (Romani) e ora da un ex banchiere, a cui il NuovoMille ha scritto una lettera aperta finora senza risposta per chiedere trasparenza assoluta sui casi trattati, sulle scelte fatte dai commissari, sui compensi e sui tempi di svolgimento delle procedure; per il caso Seat pagine gialle il nuovomille ha annunciato una class action che è stata ripresa finora da un unico mezzo (Radio24) mentre la tv pubblica, solo per fare un esempio, nel corso dell’inverno scorso si è gingillata per settimane con inesistenti class action relative al caso della nave concordia e la stampa amica dei poteri forti si è guardata bene dal farne la minima menzione, malgrado Barclays Bank abbia distinto la sua posizione dalle 40 banche per evitare class action; il funzionamento del mercato che richiede capacità e premia il merito è alterato da illeciti di tutti i tipi che possono essere verificati sul campo e devono essere denunciati da chi ne subisca le conseguenze pretendendo che le istituzioni intervengano, per questo il ruolo della persona del cittadino è essenziale e la politica autoreferenziale lo penalizza con le conseguenze elettorali note che segnano la stagione in corso; sempre per rimanere nello specifico e offrire materia di riflessione alla politica, il nuovomille è disposto a confrontarsi su questi temi concreti, che toccano il risparmio e quindi il corretto finanziamento della produzione, con politici, istituzioni e cittadini, per contribuire alla ponderatezza e meritevolezza delle scelte politiche.

    Risposta

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