CASO SPUTNIK: SE ANCHE LE FAKE NEWS INFLUENZANO IL NOSTRO VOTO

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Una vera e propria campagna di disinformazione sul tema immigrazione, portata avanti dalla Russia per influenzare le elezioni politiche italiane, ed orientarle verso destra. Questo sarebbe il risultato dello studio pubblicato dal quotidiano spagnolo El Paìs, e condotto da Alto Data Analytics, azienda globale che utilizza i big data e l’intelligenza artificiale per analizzare l’opinione pubblica sui media e i social network.

L’analisi è stata compiuta sulla base da 1.055.774 contenuti, generati da 98.191 utenti, i quali hanno discusso di immigrazione sui social network, nel periodo tra febbraio e luglio 2017. Lo scopo è stato individuare “le key communities, le top narratives e i media che hanno giocato un ruolo principale nella costruzione degli opinion trends sul tema dell’immigrazione in Italia”, si legge nel report di Alto.

E il risultato pervenuto, se veritiero, sarebbe tutt’altro che rassicurante – anche se poco sorprendente, visto la facilità con cui una fake news può diventare virale in pochi minuti – : una vera e propria fabbrica di notizie false. Di cui due i protagonisti principali: il sito Sputnik (Agenzia internazionale di informazione, con sede a Mosca e, a detta del report “di proprietà del Cremlino”) e Russia Today. Nomi che a molti suoneranno nuovi, ma che, in realtà, si trovano alti nella classifica dei media stranieri più influenti in Italia.

 

Fonte: Alto Data Analytics/El Paìs
Fonte: Alto Data Analytics/El Paìs

 

“Nel 2065 la quota di immigrati in Italia supererà il 40% della popolazione”, oppure “Caos migranti, l’inizio di una guerra civile”, sono solo esempi di contenuti condivisi da Sputnik Italia nei mesi scorsi. Tweets che, in breve tempo, hanno fatto il pieno di condivisioni.

Una campagna mediatica dunque, con una risonanza notevole. E una facilità estrema di divulgazione, grazie ad un metodo semplice ma efficace: la diffusione a tappeto di post xenofobi, cavalcando le paure e l’odio legato a questa tematica. Basti pensare che ben il 90% dei contenuti prodotti dai due media sarebbero stati diffusi dalle community anti-immigrazione. Da utenti che risultano, non a caso, appoggiare le idee di Casa Pound, della Lega e anche del Movimento 5 Stelle.

D’altronde le relazioni tra alcuni media russi e i politici dei suddetti partiti nostrani sono note, anche se poco pubblicizzate. Ed è lo stesso report a ricordarle. Dall’incontro tra Di Battista e Robert Shlegel (uomo di fiducia di Putin del web) del 2016, a quello tra Salvini e Sergei Zheleznyak, (vicesegretario di Russia Unita) a seguito del quale il segretario leghista scrisse che di aver trattato i temi della lotta all’immigrazione clandestina e al terrorismo islamico.

Certo è che i fatti degli ultimi mesi parlano chiaro. Che sia colpa o meno dei russi (che comunque, anche se lo studio risultasse veritiero, avrebbero contribuito a fomentare uno spirito xenofobo già presente in una parte cospicua di italiani), l’immigrazione è stato uno degli argomenti più dibattuti di questa campagna elettorale. Con risvolti, a volte, tragicamente violenti ( primo tra tutti il caso di Macerata).

Risuonano alla mente le parole, mai così attuali, del Cardinal Borromeo ne “I promessi Sposi”: “L’iniquità non si fonda soltanto sulle sue forzema anche sulla credulità e sullo spavento altrui”. E pensare che già due secoli fa qualcuno ci aveva messo in guardia sulle nefaste conseguenze di credere a tutto quello che ci viene detto. Chissà Manzoni cosa avrebbe pensato di Twitter.

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