Caso Diciotti, Governo in Tribunale

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La richiesta di autorizzazione a procedere a carico di Salvini si potrebbe allargare al Presidente del Consiglio, Conte, e ai Ministri Di Maio e Toninelli, che hanno condiviso, co lui, la scelta di governo.

E’ la prima volta nella storia della Repubblica che un Ministro rischia di essere messo sotto accusa per avere adempiuto al mandato elettorale, con un atto politico, sottratto, in quanto tale, al sindacato della magistratura. Se l’incriminazione si allargasse, l’anomalia italiana, sul controllo degli atti di governo da parte della magistratura, sarebbe definitivamente sancita. Sul tema, ovviamente, si accavallano le opinioni, qualcuna ex cathedra (ne scriveremo a breve), qualcuna meno impegnativa.

La stampa antigovernativa sta facendo del suo meglio per suggestionare l’opinione pubblica e, di conseguenza, la scelta dei parlamentari Cinque Stelle, che dichiarano di volersi adeguare alle “istruzioni” dell’elettorato (peraltro, ampiamente disinformato). L’esito non è scontato, né in un senso, né nell’altro. Certo, rispetto alla prospettiva dell’incriminazione, sostanzialmente del Governo, e al caos che ne seguirebbe, la popolazione più affezionata alla piattaforma Rousseau ci penserà su, non poco.

L’incriminazione dei quattro esponenti di Governo trascinerebbe, oltre all’indebolimento – a dir poco – dell’Esecutivo, anche il rallentamento del programma in corso di attuazione. Ma non la frattura tra le due anime della compagine governativa.

Carlo Nordio, noto ex magistrato, si è espresso nettamente sulla richiesta di autorizzazione, negandone la legittimità, per invasione di campo della magistratura nel potere dell’Esecutivo. Piercamillo Davigo, presidente di cassazione in servizio, intervistato da Formigli a Piazza Pulita, non si è espresso sul fatto specifico, ma ha informato il pubblico sulla differenza tra l’immunità residua dei parlamentari, per ciò che dicono nell’ambito della funzione (esprimendosi a favore della permanenza dell’istituto), e l’autorizzazione a procedere, per reato cosiddetto ministeriale.

Abbiamo esaminato il provvedimento del Tribunale dei Ministri e ne scriveremo a breve, ma anticipiamo, fin d’ora, che, in base alle stesse ragioni esposte dal Tribunale, il provvedimento dovrebbe essere considerato inammissibile.

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