Caso Claudia Fusani, censura strisciante


Il caso di Claudia Fusani, giornalista silenziata in piena conferenza stampa del presidente Conte, non è stato commentato quanto avrebbe meritato. Lei stessa ha minimizzato il giorno dopo. Se no, poi, non la invitano più. Caso chiuso.

Non siamo d’accordo, con lei e con i censori. In altre latitudini accade di molto peggio, è vero. In Italia non si viene uccisi, smembrati e dispersi o esplosi, per articoli scomodi. Ma non pensiamo che debba essere questo il paragone. Non pensiamo che, tutto sommato, finché c’è vita, c’è speranza.

La violazione del principio di libertà dell’informazione c’è stata, ed è avvenuta in presenza di Conte, a causa della sua resistenza a rispondere ad una domanda scomoda. Il malumore serpeggia tra i giornalisti ed è denunciato, ogni tanto, a mezza bocca, in pubblico. Con addebito principale di responsabilità a Casalino, stratega della comunicazione di Palazzo Chigi. Anche su questo, non siamo d’accordo.

Casalino svolge il ruolo che, in sua assenza, sarebbe svolto da altri. E’ una brutta prassi, che si è affermata. Che, in parte, si avvale del controllo dei mezzi di informazione. Stipendiandone alcuni, e non altri, con il finanziamento e la pubblicità istituzionale. Mettendo al bando le notizie scomode. Non lo diciamo a vanvera. Possiamo fornire i dettagli. Dando spazio alla compagnia di giro, di cui, per la verità, Claudia Fusani fa parte da tempo. E non vuole perdere terreno.

Il fenomeno è stato avvertito da Barbara Palombelli, che ha dato voce con Stasera Italia ad alcuni, necessariamente pochi, imprenditori colpiti dalla pandemia, realizzando che, senza il sostegno dei mezzi, la disperazione non esiste.

Si diceva agli albori della televisione privata che l’albero in Amazzonia cade, se, per caso, viene ripreso. E’ una mezza verità. Perché, ora, qualcuno, nelle retrovie, decide per il caso, se l’albero o la disperazione debbano avere dignità di rappresentanza, per quanto tempo e con quale scopo. Casalino non è il demiurgo. E’ lui stesso, il mezzo.    

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