Caso ATAC, prova generale di inciucio al Comune di Roma

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Ancora nessuna risposta dalla Sindaca di Roma sul caso ATAC. Abbiamo chiesto, nell’interesse dei cittadini romani e dello stesso Comune, la pubblicazione del piano di risanamento dell’azienda ATAC, presentato in sede di concordato preventivo, prima che il 30 maggio il Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, torni ad esprimersi sulla idoneità della ventilata ristrutturazione. In cui – insistiamo a dire – il primo argomento da affrontare è la natura dell’ATAC, per stabilire se possa essere effettivamente ammessa a concordato, prima naturalmente che siano spesi i 12 milioni per le onerose (e giustamente criticate) parcelle professionali.

Il M5S, che in altre circostanze si è dimostrato attento agli sprechi di denaro pubblico, in questo caso non ci sente proprio. C’è un motivo politico, non esattamente edificante. Il nutrito gruppo consiliare del M5S (29 consiglieri su 48) e le due pattuglie del Pd e di Fratelli di Italia (5 consiglieri ciascuna) stanno cercando la quadra, a spese dei cittadini romani. La Sindaca ha già dichiarato che non riproporrà la sua candidatura (posto che giunga a scadenza naturale). Il Pd, ai minimi storici su scala nazionale, a Roma è ancora più debole, perché debole è la rappresentanza, antirenziana o attendista. Franceschini, considerato il personaggio di punta a Roma, è avversario dichiarato di Renzi. Gentiloni e la Madia, i più votati (nei quartieri bene di Roma, invisi al popolo della sinistra), non hanno, in realtà, un proprio seguito, perché non hanno mai fatto lavoro politico sul territorio, e al Comune contano poco o niente.

Le prospettive di un Sindaco di sinistra e di un altro Sindaco del M5S, dopo la prova della Raggi, sono pertanto assai modeste. Mentre potrebbe lievitare la candidatura di una personalità forte della destra, anche in base agli accordi di Governo, quali che siano, eventualmente anche pre-elettorali. Ai politici tutto si può dire, meno che non siano scienziati di strategia del magheggio!

E a Roma quale candidatura potrebbe essere più indicata di quella della Meloni? Romana della Garbatella, raccoglie una certa simpatia personale, anche per l’assenza di altre personalità forti della destra, ed è, quindi, sostenuta dai partiti alleati, a cui funge, infatti, da collante (perché il 5 per cento circa di Fratelli di Italia, più o meno in mano alla famiglia allargata dei Gabbiani, altro non è). Quindi la Meloni è la candidata ideale. Ma bisogna preparare il terreno. Non bisogna guastare il rapporto con l’elettorato delle aziende pubbliche e delle società partecipate (ATAC e AMA in primis). Il contrasto politico e consiliare deve essere inesistente. Sopire, di manzoniana memoria, è la parola del momento. All’occorrenza, basta una sceneggiata, come quella della settimana scorsa del consigliere Pd, sulla base della nostra richiesta di pubblicazione del piano, che non è stata citata. Questa è la prospettiva del governo di Roma, in effetti una prova generale di inciucio.

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