Caos globale senza risorgimento della politica


“La paura può bloccare tutto come ai tempi della peste”, avverte Raul Caruso, economista, dalle pagine del Sole 24 Ore, e prosegue con un’analisi degli eventi in corso, che è, in larga misura, semplice constatazione.

Lo scenario che emerge dalla sua analisi, è molto preoccupante, ma può essere prevenuto, secondo lui, da un antidoto. Quale? Caruso non si tira indietro e dice che “occorre imprimere una battuta d’arresto all’unilateralismo di cui il trumpismo è stato la manifestazione … serve un ritorno al dialogo e al multilateralismo … va interrotto il riarmo mondiale … la chiave potrebbe essere un percorso virtuoso con la creazione di un’agenzia Onu”.

 Non intendiamo polemizzare con Caruso che esprime le sue idee, tra l’altro in parte condivisibili (noi siamo fan del multilateralismo e, in alcuni casi, del bilateralismo), ma vogliamo rilevarne il fondamento di irrealtà, nel mondo globale disordinato in cui viviamo, così coltivato da due imperialismi e da alcuni fattori del disordine che ambiscono ad acquisire un ruolo nella storia.

L’Onu, che per decenni è stato il faro della neutralità, è ostaggio di mani forti che si contendono il potere in tutti i modi, di solito provocando disgrazie in casa altrui. Il caos del Mediterraneo, che è tornato curiosamente ad essere il fulcro di conflitti archiviati dalla storia, è dovuto ad apparenti uscite di scena e a distrazioni destinate a produrre danni gravi e duraturi per la pace in Europa, in Africa e nel Vicino e Medio Oriente.

 Non siamo sereni e non vediamo misure preventive del caos, che non passino per il risorgimento della politica italiana e il processo di integrazione europea, con modalità rinnovate.    

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