Cantone lascia l’Anac

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Cantone si appresta a lasciare la guida dell’Autorità Anticorruzione – Anac, non senza polemiche. Le grandi opere sarebbero state frenate dal codice degli appalti, creatura di Cantone, che avrebbe contribuito a provocare la recessione di settore, con effetti riflessi sul Pil e sull’occupazione. Questa è l’”accusa”.

Cantone è ovviamente di opinione contraria e attribuisce a tutt’altri fattori i deficit – innegabili – di settore. Di solito la verità è nel mezzo. Ma la ricostruzione dei disservizi amministrativi è sempre macchinosa, a causa del sistema Italia, reso farraginoso da leggi e da prassi, non di rado in conflitto tra loro.

Se, un giorno, la semplificazione dovesse veramente arrivare, ne beneficerebbero i cittadini e le imprese, più dei corrotti, la principale remora alla speditezza delle opere pubbliche. Almeno, a quanto le autorità sostengono. I cittadini non hanno tutti gli elementi per giudicare.

In ogni caso, sono ben lontani i tempi degli albori dell’Anac e della celebrazione di Cantone, come deus ex machina di un mondo migliore, privo di corruzione. Lo diciamo con un pizzico di amarezza, ma senza sorpresa, perché alle celebrazioni personali, in Italia, spesso succedono critiche feroci e, in qualche caso (che non è quello di Cantone), demonizzazioni vere e proprie, in perfetto stile staliniano.

Noi abbiamo un’esperienza diretta dell’impegno dell’Anac e sarebbe ingeneroso che non ne dessimo atto a Cantone, nel momento – immaginiamo – della disillusione personale. Se qualcosa rimproveriamo all’Anac, così come a qualsiasi altra istituzione nazionale e territoriale, è il silenzio opposto alla domanda di giustizia, perché anche il servizio amministrativo deve essere considerato un fattore di giustizia, in ambito concorrenziale, ad esempio, e non solo preventivo della corruzione. Mentre, magari, la macchina si muove, sia pure con la prudenza o la lentezza del caso, il cittadino, che ha chiesto un intervento pubblico, fidando nelle istituzioni, rimane senza risposta, effettiva o apparente. E questo è certamente un fattore che concorre a provocare la sfiducia nelle istituzioni.

Lo diciamo all’Anac e a tutte le altre istituzioni che, quotidianamente, sono interpellate dai cittadini. A Cantone, ringraziandolo per l’impegno professionale (verificato), auguriamo ogni successo nella sua prossima attività.

 

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