Candidato sindaco per Roma cercasi


Roma l’anno prossimo avrà un nuovo sindaco. Non necessariamente uno migliore della Raggi. I partiti per ora prendono tempo. Non considerano Roma la priorità politica, rispetto allo scontro in atto sul campo dell’emergenza sanitaria. Al momento, infatti, non ci sono candidati forti.

Si è proposto Calenda, che non riesce ad incassare il benestare del Pd e non ha partito (Azione è lui stesso e poco più, per scelta o necessità). Viene ventilata la candidatura di Bertolaso, che gode di rinnovata popolarità per la realizzazione degli ospedali covid e l’apparente trasversalità.

 La Meloni ha detto: no, grazie, ho altro da fare. In effetti, la prospettiva del governo di coalizione post elettorale per lei, giovane e brillante, che piace agli elettori oltre la destra ex An/Msi, è ben più interessante.

Il Pd per il momento non si dichiara a favore di Calenda, ma agita soltanto nomi di funzionari privi di cultura politica ed esperienza, che non piacciono agli elettori. Bettini, demiurgo dei sindaci di sinistra dagli anni 90, si è messo alla finestra per vedere come il Pd se la cava senza di lui.

Il Comune nel frattempo se la passa malissimo. La città di Roma ancora peggio. La Madia, esponente della gauche caviar, cominciò la carriera politica mettendo la sua inesperienza a disposizione degli italiani, poi si è accorta che a Roma imperano tante piccole associazioni a delinquere (siamo d’accordo con lei, salvo che per la parola “piccole”) e non si fa vedere né sentire, malgrado il Pd l’abbia candidata in un collegio sicuro, quindi teoricamente investendo su di lei. Insomma, per farla breve, al momento, a Roma, la campagna per il sindaco è tutta da fare. Se le elezioni fossero tra un mese, Bertolaso vincerebbe a man bassa.

 L’anno prossimo, dopo l’autunno caldo a cui stiamo assistendo e l’inverno che possiamo immaginare, potrà riservare sorprese. Noi non abbiamo un candidato e non propendiamo per nessuno che non sia persona capace di affrontare i problemi di Roma, antichi e moderni.

Facciamo una breve lista: una legge speciale per Roma Capitale, che sia in grado di attrarre finanziamenti e persone competenti (e oneste); una burocrazia diversa da quella che emerge dai processi penali e dall’esperienza di Sabella, ex assessore alla legalità; una struttura funzionante di rendiconto politico e amministrativo. La musica a Roma cambierebbe. Se c’è un candidato in grado di offrire garanzie in questo senso, batta un colpo.  

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