Candidato coraggioso e ambizioso per Roma Capitale


Nei giorni scorsi abbiamo tratteggiato il profilo del candidato ideale per la successione a Virginia Raggi. Che ancora non ha desistito – ufficialmente – dal proposito di succedere a sé stessa.

La politica ha le sue leggi. E Roma, come periodicamente i cittadini apprendono con sgomento, è una città particolare, sotto vari aspetti, non tutti apprezzabili. E’ a questi aspetti che il prossimo sindaco dovrà mettere mano per scongiurare una rivolta popolare. Trasporti, pulizia delle strade e raccolta dei rifiuti sono priorità assolute. Tanto più oggi, in epoca di coronavirus.

Cinghiali e topi dovranno sparire o, almeno, essere meno sfacciati. Gli autobus dovranno essere meno affollati, anche ad epidemia conclusa, più numerosi e più puntuali. In altre parole, le amministrazioni di Ama e Atac dovranno essere meno sensibili ai richiami della politica e dei sindacati, magari affidandosi a qualche partecipazione di capitale disposta a investire, per qualche anno, a fini di volontariato e di visibilità. Poi si vedrà.

 L’Atac ha perso l’occasione delle Ferrovie dello Stato che, qualche anno fa, avrebbero fatto il sacrificio, e ora è tutto più complicato. Dovrà essere pronunciata dal candidato la parola, finora temeraria: termovalorizzatore. Con tutti gli inconvenienti del caso. Ne siamo consapevoli.

Sanità, viabilità interna e commercio dovranno essere un mantra per il First Gentleman o la First Lady che avrà l’onore e l’onere della prima poltrona cittadina. Il prossimo Giubileo sarà un traguardo e un’opportunità, come è stato il  Giubileo del 2000 per Roma e per Rutelli.

Alcuni progetti potranno essere riscoperti, come, ad esempio, quello abbandonato di Bordoni per i mercati coperti, che potrebbero essere valorizzati con varianti d’uso e il project financing. Non è una parolaccia, è un contratto e uno strumento finanziario, che, nelle mani giuste, potrebbe fare molto per Roma. Anche utilizzando l’appeal che l’Urbe continua, nonostante tutto, a riscuotere nel mondo, perfino in quello globale, affamato di affermazione.

Roma non ha mai cessato di essere un palcoscenico. Visibile nello spazio e nel tempo. Il candidato giusto, dotato della legittima ambizione di scrivere il proprio nome negli annali della città, si dia da fare. Troverà alleati lungo la strada.

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