Cambiamenti climatici alla sbarra

greta

Grete Thunberg, la suffragetta dei cambiamenti climatici, è andata all’Onu e ha detto: “non vi perdono”, concedendo agli astanti il beneficio del dubbio che, nel mondo, la gravità della situazione non sia stata effettivamente compresa.

Nessuno ha reagito. Tutti i presenti hanno assorbito in silenzio la reprimenda della appassionata fanciulla, anche i rappresentanti dei Paesi meno inclini al riconoscimento che l’attività dell’uomo possa influenzare i cambiamenti climatici.

Il rappresentante russo ha annunciato un avvicinamento strategico del suo Paese al trattato di Parigi, contribuendo così alla celebrazione del mancato premio Nobel per la pace. Invece, Rossana Rossanda, storica esponente della sinistra italiana, fondatrice del Manifesto, non si è lasciata abbindolare.

Se ci fossi stata io all’Onu – ha dichiarato – le avrei detto: stai zitta, ragazzina. La Rossanda è consapevole, evidentemente, che i temi di sinistra sono i diritti sociali, perché tutti lavorino e mangino, prima dell’ambiente e dei diritti civili. La disinformazione in materia ambientale regna sovrana. Gli scienziati della comunicazione internazionale hanno capito che l’effetto serra non faceva presa e hanno inventato l’espressione in voga: cambiamenti climatici.

E’ innegabile che negli ultimi anni la meteorologia registri cambiamenti. Il punto è se questi cambiamenti siano prodotti dall’uomo. In materia vige quanto meno il dubbio in sede scientifica.

Non c’è alcuna dimostrazione che l’uomo sia in grado di influenzare la natura e l’atmosfera. Mentre ci sono dimostrazioni contrarie, tra cui la storia dell’alternanza del clima, da che mondo è mondo. Per concludere che Grete rischia di essere più una profetessa della decrescita felice, cara ai ricchi e invisa ai poveri, che del clima.     

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