Buon Natale, prima che sia impedito per legge


La Commissione europea non cessa di stupire. Invece di pensare alle cose serie e agire di conseguenza, non più paga di decidere per legge la dimensione della zucchina, il vertice di intelligenze insediato al comando dell’Unione ha invitato a dimenticare il Natale, in omaggio alla cancel culture, cioè alla cultura del revisionismo di memoria sovietica. Che ha preso piede in America (forse il senatore McCarthy non aveva tutti i torti) e sta invadendo l’Europa. Di sicuro, aveva ragione De Gaulle. Mettere a tacere gli imbecilli è un vasto programma.

Il Natale, si sa, è la festa della nascita di Gesù e quindi della cristianità. Meglio cancellare, secondo qualcuno, che si trova chissà dove, forse dietro l’angolo. In omaggio, in effetti, alla cancellazione dei valori della tradizione dell’umanità, non solo occidentale. Per trasformarla in sudditanza.

Al momento, l’archiviazione del Natale è stata rinviata. Perché gli europei se ne sarebbero fregati. Ma l’insidia è veramente dietro l’angolo. E, se ora ha il volto di Ursula von der Layen, sempre più spaesata nel ruolo, domani potrebbe avere le fattezze di un robot, aperto a tutto, meno che al confronto dialettico, liberale e democratico. Mala tempora currunt et peiora premunt. In volgare, andiamo di male in peggio.

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