Bufera su Casalino

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Abituati ad andare controcorrente, non ci facciamo scrupolo di affermare che l’uscita di Casalino sulla cacciata dei dirigenti ministeriali sleali con il Governo, nel colloquio con gli interlocutori di cui ancora si ignorano le generalità, non ci è sembrata scabrosa. Tutt’al più imprudente, salvo che Casalino non l’abbia voluta di proposito, conoscendo i suoi polli (gli interlocutori fedifraghi).

Sallusti ha prontamente comunicato ai lettori del Giornale le sue elucubrazioni, secondo noi insensate. Non è stato l’unico. Il fatto imperversa da giorni su tutti i media, concordi nella dissacrazione di Casalino, finora ambito interlocutore, e l’Ordine dei giornalisti ha aperto un fascicolo. Non accadrà nulla, perché Casalino, in effetti, nulla dice di scabroso nel colloquio, per chi lo abbia ascoltato con attenzione e la giusta dose di buona fede, mancata ai commentatori più paludati.

Quello che sgomenta, piuttosto, è la creazione del caso per dare addosso al Governo, come se non ci fosse eventualmente materia per un dibattito critico. La politica, così, è ridotta a pettegolezzo, e l’informazione viene meno. Nel frattempo, i potentati (anche quelli che Casalino vorrebbe cacciare) continuano a lavorare sottobanco in danno del Paese, per conservare il proprio potere e i propri privilegi (a discapito del bene comune). Il blocco di potere che attraversa spezzoni della pubblica amministrazione e informazione, più insidioso di quanto si possa pensare, però, comincia a emergere. Ed è bene così.

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