Avanti, al centro c’è spazio


Berlusconi rincara la dose. E dà fuoco alle polveri, però con prudenza. Adelante Pedro, con juicio, nelle parole del Manzoni. Va bene una scossetta, ma non uno scossone, gli equilibri sono troppo fragili.

Il disegno di un centro rinnovato, con l’auspicio di Mattarella e l’aiuto di Renzi, in questo momento sembra troppo ambizioso. Perché gli italiani ora sono disillusi dai magheggi della politica, fallimentare sotto tutti gli aspetti. Perché la Lega, più visibilmente, e Fratelli d’Italia, un po’ meno, contendono a Forza Italia, in via di sfaldamento, la supremazia del centrodestra.

Mentre il Pd, tramite i suoi personaggi di punta, propizia il “dialogo” e mette a disposizione qualche poltroncina e qualche sostegno parlamentare, quel tanto che serve. Berlusconi sa che i risparmiatori traditi sono milioni e non sono sostenuti da nessun partito (perché i risparmi sono stati ingozzati dai poteri forti che non gradiscono critiche e contendenti), i voti gli fanno gola e sguinzaglia qualche messaggero. Ma il messaggio è troppo flebile e non passa.

Nel frattempo, Di Battista, emarginato dai Cinque Stelle più scaltri, adotta il linguaggio forte di un tempo per rientrare in gioco e parla di “letame”, ovviamente quello degli altri. Ma non ha l’ascolto che aveva Grillo un tempo, né i soldi, né, almeno per adesso, il sostegno della gente che piace. Inconciliabile con gli elettori dei Cinque Stelle.

In sostanza, è vero che al centro c’è spazio, ma non ci sono le persone e le proposte adatte per conquistarlo.

Calenda, l’altro potenziale protagonista, fin troppo silenzioso dopo la candidatura per Roma buttata tra le gambe di Zingaretti, osserva e conta le forze. Modeste, sempre per il momento.

Certo, se i poteri forti riterranno di fare una scelta di campo, non andranno da Di Battista, ma da Calenda. Il quale dovrà scegliere qualche alleato. Di Renzi presumibilmente non si fiderà. Di Berlusconi dovrà capire quale sia, in prospettiva, il potenziale elettorale del contributo di Forza Italia all’esperimento centrista, rispetto al sostegno mediatico immediato di Mediaset e a qualche risorsa finanziaria procurata da Arcore e dintorni. Insomma, palla al centro, ma squadra inesistente. Al momento.   

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