ATAC, licenziamenti illegittimi in vista

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“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, diceva Andreotti. Non sappiamo se l’iniziativa del concordato ATAC, tuttora all’esame del Tribunale di Roma, Sezione Fallimentare, sia una pensata solitaria della Sindaca oppure se la Piattaforma Rousseau e Beppe Grillo abbiano offerto il loro contributo di pensiero.

Di certo, il progetto del concordato non è partito a gennaio di quest’anno, quando i giornali hanno cominciato a dare la notizia, né nell’autunno scorso, quando le strutture amministrative e politiche del Comune di Roma hanno cominciato a trattare la materia al loro interno. E’ partito quando la Sindaca, o chi per lei, ha preso coscienza delle difficoltà di gestione delle due principali società partecipate, AMA e ATAC, e, invece di affrontare, come si deve, una volta per tutte, le questioni politiche, economiche e tecniche (risolte da altri Comuni), ha deciso di continuare a pagare per il trasporto dei rifiuti all’estero (ignorando le buche che infestano le vie cittadine) e di ridurre gli esuberi di personale con la procedura di concordato (inammissibile per l’ATAC, ne abbiamo già parlato, http://www.nuovomille.it/economia/latac-non-puo-fallire-ne-ammessa-concordato).

Così i licenziamenti non potrebbero essere imputati alla Sindaca, ma agli esperti del Tribunale. I licenziamenti collettivi, però, come sarebbe questo dell’ATAC, devono seguire rigorose procedure di legge.

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Il personale può essere considerato in esubero soltanto in base a criteri oggettivi e soggettivi, a cui è estraneo, ad esempio, il clientelismo (il ricordo della Parentopoli è ancora fresco e le conseguenze sono molto attuali), che potrebbe falsare le graduatorie, proponendo questioni di legittimità di diritto del lavoro (certamente note a sindacati e dipendenti). Alla immaginifica postergazione del credito di 500 milioni (che è tutta da valutare sotto vari profili di legge –  la Sindaca lo chieda ai suoi esperti –  visto che le carte del piano, annesse e connesse, non escono), sta per aggiungersi questa nuova tegola.

E’ una strada senza uscita? Assolutamente no. Basta attenersi alle varie disposizioni di legge, volendole conoscere e adottare, ovviamente. E, se la decisione politica la imbarazza troppo, la Sindaca si regoli di conseguenza.

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