Alleanza tra ladri di sviluppo e informazione

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I padroni del vapore, ladri di risparmio e di sviluppo, si sono alleati con alcuni spezzoni del potere costituito e dell’informazione per delegittimare il Governo, in danno del Paese, e restaurare l’oligarchia del denaro, avvalendosi di testimoni intelligenti e disponibili.

Nulla di nuovo sotto il sole. Accadeva già ai tempi di Ernesto Rossi, valoroso esponente del Partito d’Azione, critico feroce del capitalismo inquinato e assistito. Oggi, come allora, slogan accattivanti dominano le pagine dei giornali a maggiore diffusione, “preoccupati” che la democrazia liberale sia a rischio, a vantaggio del sovranismo e del populismo, e invocano una opposizione politica forte, sostanzialmente antitaliana e capace di rompere il fronte dell’alleanza governativa. Che confligga, nella loro prospettiva, con gli interessi nazionali, con la disperazione dei piccoli imprenditori, con la degradazione del ceto medio e le nuove povertà.

I padroni del vapore, oggi, non chiedono di tornare al capitalismo del boom economico (anni 60) o al fascismo, vogliono tornare al Medio Evo, all’Albero degli Zoccoli, con l’aiuto di una parte del Pd, di una parte di Forza Italia e di Liberi e Uguali, tutti insieme il 30 per cento del risultato elettorale e molto meno nei sondaggi, che premiano l’azione di Governo.

Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria della Confindustria, si lamenta sul Sole 24 Ore che i piccoli imprenditori siano lasciati soli, che siano massacrati dalla burocrazia, che il sistema li usi e li butti via. E’ giusto quello che dice (gli abbiamo dedicato un recente articolo), ha soltanto sbagliato giornale. Il Sole 24 Ore vive indirettamente anche di Piccola Industria, ma lavora per i padroni del vapore. Basta rileggere la lettera del presidente Boccia all’indomani del crollo del ponte Morandi e i numerosi interventi dei giorni successivi (in favore del Gruppo Benetton), allineati con il Corriere della Sera, che dall’informazione è passato ai pronostici (regolarmente contrari agli interessi nazionali: con la speranza che si avverino? La logica del “tanto peggio, tanto meglio”, in nome del potere e del denaro, in questo Paese non è mai tramontata).

Il ministro Paolo Savona ha dovuto smentire, nei giorni scorsi, Angelo Panebianco. Il Governo giallo-verde, in realtà, è più coeso di quanto si pensi, non è ricattabile (così crediamo) e persegue (così sembra, allo stato), dopo tanto tempo, l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze (alimentate dai Governi tecnici e, per assurdo, dalla Sinistra). L’intellighenzia se ne faccia una ragione.

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