Alfano perfetto democristiano, secondo Cirino Pomicino

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Non si può negare che Cirino Pomicino di Democrazia Cristiana se ne intenda e, se dice che Alfano si comporta da democratico cristiano, bisogna credergli. Meno attendibile è la motivazione, ossia che Alfano, comportandosi da democristiano, dimostri cultura di governo. Salvo che per Cirino Pomicino sia cultura di governo il progressivo decadimento dello stato, iniziato in piena prima repubblica

Le analisi di storici e politologi non sono concordi sul ruolo e sui meriti o demeriti della Democrazia Cristiana, che ha intrattenuto rapporti interni ed esterni ancora da decifrare, e non mi riferisco alla cosiddetta trattativa stato-mafia che merita uno specifico approfondimento storico e giudiziario ed a cui anche il Nuovo Mille darà un contributo di analisi.

Mi riferisco alla piatta subordinazione dei partiti di allora a interessi opachi, a cui può essere imputata almeno una parte della lunga stagione di turbolenza politica. Della decadenza dell’economia, punteggiata dalla scomparsa delle grandi imprese industriali, che ha provocato l’emarginazione del paese, oggi vale la pena di menzionare il capitolo Fiat, di cui qualcuno celebra l’internazionalizzazione.

Se questa è cultura politica, se questa è la “grande cultura politica che governa tutti i paesi del centro Europa e la Spagna” (dall’intervista di Cirino Pomicino), se questa è anche la cultura di Alfano e di altri esponenti emergenti ed emersi della politica di oggi, allora è meglio essere ignoranti.

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