A chi giova l’embargo contro la Russia? Non all’Italia


Putin a Roma, in conferenza stampa con Renzi, dopo la recente intervista al Corriere della Sera, è tornato ad esprimersi sulle sanzioni economiche a Mosca, imposte dagli Stati Uniti all’Europa, non solo all’Italia, che hanno prodotto danni miliardari alle imprese italiane. A favore di chi? Il ceto benestante russo non ha stretto la cinghia, si è approvvigionato altrove. Le triangolazioni non funzionano soltanto nel settore delle armi. Funzionano benissimo anche nel settore del lusso e dell’agroalimentare, a maggior ragione.

Il Sole 24 Ore nei mesi scorsi ha ospitato non pochi imprenditori che hanno lamentato le perdite miliardarie in danno dell’industria e dello sviluppo nazionale. Poi il premier è volato a Washington e le “differenze” tra Italia e Stati Uniti rispetto all’embargo si sono attenuate, anzi sono svanite. Al punto che il Sole 24 Ore ha fatto autocritica.

Mario Platero, inviato dagli Stati Uniti, ha scritto “Su questo tema di forte valenza economica si è fatta molta confusione. Anche il Sole 24 Ore aveva riportato dati che davano un vantaggio all’America, ma verifiche successive hanno confermato che quei dati non erano credibili”. Ma non ha detto quali verifiche siano state fatte, da chi e quali risultati abbiano prodotto. Ottimo esempio di informazione economica!

Però ha aggiunto “Di certo la partita è chiave per il futuro dell’Europa”. Anche qui, quale futuro si prospetta nell’uno e nell’altro caso (embargo sì, embargo no), Platero non ha precisato. Ma nel frattempo è stato pagato il tributo alla visione geopolitica degli Stati Uniti, questa volta in danno dell’Europa e dell’Italia, che non hanno una visione dichiarata e, dato il contesto geopolitico, attendibile (lo sostiene anche Prodi nel suo ultimo libro intervista) e non perseguono una politica coordinata (ma non suddita) con gli Stati Uniti. Non è, però, questione di sprovvedutezza, perché in Europa ci sono politici provveduti. Da chi e perché, questo è un altro conto.

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