40 mila decessi annui per infezioni ospedaliere


Dati e statistiche della sanità da qualche mese a questa parte intrattengono lettori e telespettatori. I dati più ricorrenti e angosciosi riguardano terapie intensive e decessi da covid-19. Quasi 60 mila in Italia, purtroppo, da quando è scoppiata l’epidemia. Circa il 10 per cento della mortalità annua, in più.

Un dato meno noto e mai dibattuto tra gli esperti, a proposito di diritto alla salute della persona e di sanità, riguarda i decessi per infezioni ospedaliere: circa 40 mila ogni anno. Quasi il 7 per cento della mortalità complessiva.

Non è nota la percentuale sulla popolazione ospedaliera, rispetto alle guarigioni e alle morti. Sarebbe un dato ancora più allarmante, di cui non è noto nemmeno se la sanità pubblica si assuma la responsabilità. E di cui il cittadino è poco e niente informato.

Speranza e chi di dovere potrebbero dedicare un po’ di attenzione anche a questo dato, allarmante, a dir poco. Crescente dall’inizio degli anni 2000 e record – sembra – in Europa. Sarà anche questo un effetto dei governi del presidente, che da 10 anni a questa parte di tutto si occupano, meno che dei cittadini?

Non vogliamo recitare la nostra solita tiritera sui diritti costituzionali dimenticati, dalle disuguaglianze di ogni genere al furto di risparmio (inutilmente sottoposto alle alte sfere). Vogliamo rimanere in tema e chiedere spiegazioni, risarcimenti e rimedi degni di un paese civile. Salvo che non sia il governo a decidere anche il tasso di civiltà del paese.    

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