Il dopo vertice Conte Macron

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Il vertice tra Conte e Macron sulla migrazione si è appena concluso e già fioccano le interpretazioni. E’ andato bene per Conte o meglio per Macron? Macron si è avvalso dell’alleanza con la Merkel per fregare Conte inesperto? Attenendoci ai risultati ufficiali, Macron non ha vinto e Conte non ha perso. Per il momento, ha perso l’Europa, se per Europa si intende il sogno di una comunità amica, solidale e senza frontiere. L’Europa sognata nell’isola di Ventotene e concretizzata nei primi Trattati.

Macron continuerà a (tentare di) realizzare in ogni modo il suo mandato, che non si limita al benessere del popolo francese, ma, molto di più, riguarda l’affermazione del potere finanziario che lo ha allevato e lo ha eletto, avvalendosi della disavventura del candidato gollista urlata dalla stampa fiancheggiatrice. En marche, dice lui, ma verso dove?

Il progetto europeo non è mai stato così fragile e controverso. Anche per responsabilità della politica italiana che per decenni ha abdicato ai doveri e ai diritti della propria partecipazione. Al Parlamento europeo sono andate persone – come dire – inadeguate e sono state consentite corse in avanti di Germania e Francia, considerate asse trainante, quando, in effetti, sono state il fattore frenante dello sviluppo politico.

Non c’è politica estera comune. C’è stato antagonismo francese in Libia, erede di precedenti aggressioni. C’è stato l’inganno tedesco della flessibilità nel momento della riunificazione, che non è durato un giorno, e della inflessibilità nei riguardi della Grecia, che ha significato, in effetti, un sacrificio italiano in favore del sistema bancario franco – tedesco. E ora si prospetta un’altra pretesa indecente rispetto alla voragine di Deutsche Bank.

Il fenomeno della migrazione si inserisce in un contesto politico reso esplosivo dalla politica estera dell’amministrazione Trump, che ha esattamente diagnosticato la debolezza strutturale e contingente dell’Unione, e dalla inclemenza del fattore medio orientale, oltre che nord africano. Gli isterismi di Macron sono ineleganti, ma del tutto giustificati dalla acquisita consapevolezza della sua inadeguatezza rispetto al ruolo che gli è stato assegnato.

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