UK, via alle trattative per entrare nell’accordo Transpacifico


Liz Truss, il segretario britannico per il commercio internazionale, nelle giornate dell’1 e 2 febbraio 2021 ha dialogato con i governi di Giappone e Nuova Zelanda, per avviare i negoziati che – forse – consentiranno all’UK di entrare nell’accordo CPTPP.

L’Accordo, iniziato nel 2019, è formato da Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam ed ha un valore di circa 9.000 miliardi di sterline. Tra i vari obiettivi, anche quello di contrastare l’egemonia economica della Cina in Asia.

L’adesione all’accordo permetterà all’UK di commerciare (in via privilegiata) con 11 economie ed un’area trans-pacifica vastissima che comprende anche il Messico. I dazi ridotti, sia per l’import che per l’export, renderanno più rapido lo scambio di merci, di capitali e della forza lavoro.

Oltretutto, il Regno Unito, che commercia con gli 11 partner del CPTPP già da diverso tempo, ha visto incrementare dell’8% ogni anno dal 2015 gli scambi commerciali nell’area asiatica.

L’interesse ad entrare in questo accordo è confermato anche dal premier Boris Johnson, che in seguito alla rottura con l’Unione Europea, ha ribadito che il suo governo sta cercando nuove partnership che porteranno importanti benefici (anche nel breve periodo) al suo popolo ed il CPTPP ne è un esempio.

L’adesione favorirà all’UK il ruolo di leader nella mediazione tra gli scambi commerciali tra Oriente ed Occidente, mantenendo una politica commerciale del tutto indipendente. Proprio sulle politiche economiche, il sostegno all’adesione all’accordo è arrivato anche dal presidente della CBI (la Confindustria britannica) che vede nell’indipendenza politica la strada maestra per risollevare l’economia.

Infine, proprio sulla ricerca di partnership innovative, si deve ricordare che l’UK ha stipulato molti accordi (più di 60) con alcuni stati europei (oltre che con l’Europa) per quasi 1.000 miliardi di sterline ed ha aperto un interessante negoziato con la Svizzera al fine di ottenere un mutuo riconoscimento sui servizi finanziari dei due paesi.

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