UE: donne al comando. Ecco i volti nuovi di Bruxelles

europa

Due donne sono state scelte per guidare il futuro dell’Unione Europea. Dopo tre giorni di trattative i leader comunitari hanno finalmente tirato fuori dal cilindro le nomine per i vertici istituzionali. Alla tedesca popolare Ursula Von der Leyen andrà la presidenza della Commissione Ue, mentre alla francese Christine Lagarde la guida della Bce.

61 anni la prima, già ministro della Famiglia e due volte a capo della Difesa nei governi della Merkel, medico e appassionata del sogno di un’Europa federale, sul modello degli Stati Uniti d’Europa. 63 anni la Lagarde, avvocato d’affari, prima donna ad essere eletta direttore generale del FMI, pronta oggi a fare da apripista anche alla Bce.

Due donne, dunque, che per la prima volta ricopriranno ruoli apicali a Bruxelles, insieme al belga Charles Michel, che succederà a Donald Tusk come presidente del Consiglio europeo, e allo spagnolo Josep Borrel come Alto rappresentante.

L’accordo è arrivato dopo appena tre giorni di trattative tra i 28 leader europei, dopo la bocciatura di Frans Timmermans come candidato alla guida della Commissione, che aveva visto la ferma opposizione dell’Italia e dei Paesi Visegrad, e ha messo d’accordo tutti, grazie alla forte influenza esercitata dall’asse franco-tedesco.

L’Italia ha giocato un ruolo importante nella scelta dei candidati e si è detta soddisfatta, nelle parole del premier Conte, che ha annunciato che al nostro Paese andrà una vicepresidenza della Commissione europea con un portafoglio economico, quasi certamente quello della Concorrenza. Assegnazione che con tutta probabilità spetterà alla Lega, alla luce del risultato delle ultime elezioni europee.

Ma le sorprese per l’Italia non sono finite, grazie alla candidatura e alla nomina, avvenuta oggi, di David Sassoli (Pd) come Presidente del Parlamento europeo, voluto dal gruppo dei Socialisti, che era in lizza insieme ad altri tre candidati: Ska Keller dei Verdi, Jan Zahradil del gruppo dei Conservatori Ecr e Sira Rego di Sinistra Gue.

“L’Unione Europea non è un incidente della storia, ma sono figli e nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostro storia. Il Consiglio europeo – ha affermato il neo presidente Sassoli in Parlamento – ha il dovere morale di discutere la proposta del Parlamento di riforma del regolamento di Dublino. L’Europa si deve attrezzare e i governi devono trasferire un po’ di potere all’Europa, devono collaborare di più”.

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*