Segnali di politica estera da Salvini

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Sollecitato da 7, settimanale del Corriere della Sera, a dire quale sia la sua visione di politica estera, Matteo Salvini si è soffermato, in particolare, sul rapporto bilaterale con il Ghana e ha concluso la breve lettera al direttore, dicendo che vuole rendere l’Italia protagonista nel Mediterraneo e in Europa, in un rinnovato rapporto con gli altri Stati dell’Unione. E ha ricordato che l’Italia non ha nulla da invidiare a Francia e Germania.

La lettera è interessante e offre spunti di riflessione rispetto alla vena mondialista, sostenuta dal Corriere della Sera e dall’intellighenzia del Pd di scuola bolognese. Non è casuale, nella lettera di Salvini, il riferimento ad un articolo di Panebianco sulla “salvezza della società aperta europea” in dipendenza dal fenomeno migratorio.

La differenza tra il concetto dell’Europa, come unione di popoli diversi tra loro ma con ambizioni ed esigenze comuni, e il disegno di un nuovo mondo imposto dall’alto, è segnalata nella visione di Salvini e nella sua lettera, non è, però, formalizzata in un documento di politica estera. Consentendo ai detrattori di sostenere che le scelte politiche siano affidate agli umori dei principali esponenti di governo, magari in conflitto tra loro.

Noi, da anni, stimoliamo periodicamente i partiti a documentare pubblicamente il programma di politica estera, per offrire ai cittadini, che vogliono votare motivatamente, fonti affidabili di informazione. Purtroppo i partiti e lo stesso Governo continuano a non pubblicare, forse per prudenza (nel mondo procelloso in cui viviamo) o magari per altre ragioni, meno nobili.

La centralità del Mediterraneo è tornata in auge, se mai sia scomparsa dalla vista degli Stati interessati nel Vicino e Medio Oriente e nell’Africa, ed è bene che Salvini l’abbia dichiarata. Ne vorremo sapere di più, perché l’ambizione di protagonismo nel Mediterraneo è certamente contesa da altri Paesi, anche molto vicini all’Italia.

E, quindi, vorremmo sapere di risorse dedicate, di alleanze stabili od occasionali, di prospettive a breve, medio e lungo termine, in altri termini di una visione vera e propria. Se non ci sono ragioni di prudenza, anche personale, chiediamo a Salvini e al Governo di esprimersi in merito.

 

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