Russia demonizzata

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Appena Putin ha dichiarato alla stampa di essere pronto a dialogare con gli Stati Uniti, la Commissione Giustizia ha convocato Robert Mueller, ex procuratore incaricato delle indagini sul Russiagate (da lui concluse con il non luogo a procedere), e lo ha sottoposto ad un fuoco incrociato di domande.

Mueller ha dato prova di essere un buon equilibrista, perché non si è rimangiato la parola, ma ha detto che astrattamente Trump, a conclusione del mandato, potrebbe essere ancora indagato e processato. In conformità – si intende – alla regola americana dell’habeas corpus, che finora non si è trovato (ed è difficile pensare che possa uscire fuori, se non esiste). Però, la politica è un’altra cosa, e il rumor, favorito dai giornali amici, lascia il segno nell’opinione pubblica, mondiale e nazionale.

In Italia, il Corriere della Sera ha affidato la sua campagna antirussa agli opinionisti di punta. E Panebianco, infatti, si chiede che cosa ci sia di così marcio nel nostro sistema da spingere un numero tanto elevato di persone a simpatizzare per la Russia.

Non siamo così massimalisti da dichiarare simpatia per la Russia di Putin a prescindere. D’altra parte, non possiamo ignorare che in Russia sono presenti 500 aziende italiane e che gli equilibri politici europei e mondiali sono largamente dipendenti, nel bene e nel male, dalle scelte di Putin. Così come non possiamo dimenticare che gli assetti politici e militari nel Mediterraneo sono mutati, in peggio, dopo l’aggressione francese alla Libia di Gheddafi, favorita dall’Amministrazione Obama, nel 2011.

Per dire che l’Italia non ha amici o nemici a prescindere, che la politica estera è materia di confronti e di alleanze, in conformità agli interessi nazionali strategici del Paese. Tornando alla Russia, della lunga intervista concessa da Putin al Corriere della Sera il 4 luglio ricordiamo, in particolare, una frase, che non siamo riusciti a decifrare.

Dice Putin: “L’obiettivo principale dei loro autori (gli artefici della campagna antirussa, ndr.) è rimasto lo stesso: continuare a demonizzare la Russia agli occhi dei cittadini comuni europei”. Che sia perseguita con tenacia una campagna antirussa negli Stati Uniti e in Europa è dinanzi agli occhi di tutti. Chi siano gli autori (come li chiama Putin) e quali scopi a lungo termine perseguano, è materia tutta da capire.

 

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