Prospettive post-elettorali in Germania

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Angela Merkel non ha fatto flop, ma poco c’è mancato. Anche perché adesso, archiviata (forse) l’esperienza della Grosse Koalition, di cui, ancora di più, ha fatto le spese il partito socialdemocratico, l’Unione della Merkel dovrà confrontarsi con la prospettiva della coalizione con i Liberali e i Verdi (che hanno politiche divergenti). Posto che il ritorno alle urne appare poco verosimile e contrario alla tradizione tedesca.

Martin Schulz ha detto, nell’immediatezza del risultato elettorale, che il suo partito starà all’opposizione, perché non vuole consegnare il ruolo alla Destra, che ha ottenuto, ad una certa distanza, il terzo posto. Quindi, è molto probabile la coalizione cosiddetta Giamaica (per la identità cromatica dei colori dei tre partiti con la bandiera giamaicana). La capacità di mediazione della Merkel dovrà dimostrare tutta la sua flessibilità, o arrendevolezza, attestandosi su obiettivi nuovi per la politica tedesca, sul fronte dei conti europei e degli impegni ecologici.

Non subirà variazioni la politica estera, sostanzialmente inesistente, quella tedesca, così come quella europea. La sconfitta del partito socialdemocratico tedesco conferma la tendenza europea, già alimentata, in Francia, dalla incapacità di Hollande di assumere iniziative di sinistra e, comunque, dal grigiore della sua Presidenza. Perché la lotta contro la disuguaglianza in Francia, come in qualsiasi altro Paese, richiede coraggio e contrasto delle lobby che, direttamente o indirettamente, finanziano la politica (e i politici) e ne influenzano le scelte, di certo non in favore della solidarietà o della correzione dei malfunzionamenti sociali. Ci sono tutte le premesse perché la tendenza sia seguita anche in Italia, dove nessuno degli esponenti di sinistra (Pisapia compreso) dimostra di volere concretamente intervenire contro le tante disuguaglianze, spesso di matrice illegale, che inquinano la società italiana.

Nulla di male, se a destra ci fosse uno schieramento in grado di assumere la guida del Paese. Purtroppo non c’è. Con la conseguenza che, mentre si attenua in Europa l’intesa tra Francia e Germania, l’Italia, priva di guida sicura, non potrà trarne vantaggio. Giorni difficili attendono la Merkel, ma l’Europa e l’Italia non potranno gioire.

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