Ha perso Macron, ha vinto la Francia

macron

Il premier francese Edouard Philippe ha annunciato all’Assemblea Nazionale la sospensione della tassa sul carburante, dichiarando, con riferimento alla “collera della Francia”, che nessuna tassa deve mettere a rischio l’unità nazionale. Macron ha perso, la Francia ha vinto.

E’ prevedibile che nei prossimi giorni i tumulti di piazza si stemperino e che la protesta sia ricondotta nell’alveo del dialogo democratico. A condizione che Macron abbia appreso la lezione e non ceda alla tentazione di fare il duro, per non “lasciare impuniti” i responsabili, secondo le sue dichiarazioni della vigilia. I rivoltosi hanno già nominato i portavoce, a dimostrazione del fatto che non si sentono rappresentati dai partiti, e sono pronti a sottoscrivere il nuovo patto sociale.

L’esperienza francese può insegnare qualcosa anche all’Italia. La rivolta ha messo a dura prova l’ordine pubblico e non è stata sedata con la forza perché i partecipanti hanno veramente rappresentato l’opinione pubblica e, tutto sommato, non erano chiarissimi nemmeno i rapporti di forza. Perfino i pompieri hanno girato le spalle a Macron per manifestare compostamente, ma clamorosamente, la propria indignazione per le scelte di governo, sordo al grido di soccorso della popolazione, sempre più povera, sempre più maltrattata.

Macron è e si sente un degno rappresentante delle elite, sociali e politiche. Non gli è chiaro che le elite stanno segnando il passo in Francia (e in Italia) perché hanno dimostrato di essere inadeguate e, talvolta, ladre. Può darsi che il progetto di sostituzione della moquette dell’Eliseo (almeno 500 mila euro) venga rinviato o venga eseguito di nascosto. Di certo, Macron e consorte temeranno a lungo l’abbraccio della folla e si esibiranno di meno.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*