Patto di Jalta all’origine dei misteri italiani


Tutto ciò che sta avvenendo in Italia e in Europa è stato progettato nella Conferenza di Jalta, ha detto Maria Fida Moro, intervistata da Santoro nel programma sulla barbara morte del padre, di cui ricorre, quest’anno, il quarantennale.

Il rapimento e l’esecuzione di Moro avrebbero, quindi, a che fare con il disegno concepito dai tre statisti, vincitori prossimi (la Conferenza si tenne nel febbraio del 1945, qualche mese prima della fine della guerra) del conflitto bellico. I tre, Roosevelt, Churchill e Stalin, si divisero il mondo in zone di influenza (e questo è noto) e ne stabilirono le regole di funzionamento (meno note). L’Unione Sovietica occupò manu militari i Paesi confinanti con l’Europa occidentale, a cui venne attribuita la funzione di “stati cuscinetto” (e di vivandieri), e intessé una relazione speciale con la Germania orientale, dotata di un maggior grado di autonomia. Gli Stati Uniti avrebbero governato le zone di proprio interesse con il dollaro e l’intelligence. Il Regno Unito avrebbe goduto della special relationship con gli Stati Uniti e, nelle sue ambizioni, avrebbe conservato l’impero sotto forma di commonwealth. Il mondo, però, stava cambiando davvero.

La crisi di Suez, nel 1956, fu un brusco risveglio per Regno Unito e Francia, che dovettero arrendersi alla realtà del mondo diviso in due, ad esclusione di altre potenze, e sottoposto, con modalità diverse, ma non sempre, al governo dell’impero americano e dell’impero sovietico.

L’Italia è stata sempre, dal 1945 ai nostri giorni, un crocevia di interessi, di misteri e di morti. Non sappiamo se effettivamente, nel 1945, nella previsione di una pace duratura, ma controllata, i tre grandi avessero previsto la destabilizzazione politica di alcuni Paesi europei, la migrazione massiccia dall’Africa, la recessione economica, in favore dell’affermazione di altri potentati politici ed economici, alcuni situati nell’Est del mondo. Sappiamo, però, che l’Italia è piuttosto sballottolata, che l’influenza degli Stati Uniti non è più monocorde, perché gli stessi Stati Uniti sono divisi, al proprio interno, tra poteri, che l’Europa è contesa tra democrazia e oligarchia (poco illuminata), che i misteri italiani riflettono le incursioni contrarie agli interessi nazionali e che la politica italiana è debole e infiltrata. Per questo sparare a palle incatenate sul Governo, come piace fare ad alcune elite, che hanno a disposizione grandi giornali, è contrario agli interessi nazionali.

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