Il Mossad finanziava le Brigate Rosse

hqdefault

Nel corso dell’audizione dinanzi alla Commissione sul caso Moro (mandata in onda da Radio Radicale), l’ex Pubblico Ministero di Genova Luigi Carli (ora in pensione), dimostrando una memoria di ferro e una personalità brillante, ha offerto ai lavori un contributo, ritenuto di grande interesse dal Presidente, Onorevole Fioroni, sullo scontro a fuoco di via Fracchia, a Genova, in cui persero la vita vari Brigatisti Rossi. In seguito allo scontro, che ebbe luogo in data 28 marzo 1980, al quale  parteciparono i Carabinieri comandati dal Generale Dalla Chiesa, su incarico della Procura di Torino, all’epoca diretta da Caselli, venne costituita la colonna genovese delle Brigate Rosse, sgominata, in seguito, dall’impegno decisivo di Carli. Che ha rivendicato il ruolo svolto nelle indagini con legittimo orgoglio professionale.

L’audizione, ricca di approfondimenti per le numerose domande specifiche poste dal Presidente e dal Relatore, presenterebbe un esclusivo interesse storico, se Carli non avesse ricordato, incidentalmente, di avere appreso da vari pentiti dell’organizzazione che il Mossad (i notissimi e capacissimi Servizi Segreti israeliani) cofinanziava le Brigate Rosse. Stupito e incredulo, perché – ha detto – Israele era, all’epoca, “il cane da guardia degli Stati Uniti nel Mediterraneo”, Carli chiese spiegazioni. E la spiegazione gli venne data. Secondo i pentiti, ma non solo, anche secondo vari suoi colleghi di Roma  e Venezia (non menzionati), Israele voleva una posizione privilegiata nel Mediterraneo e l’indebolimento della situazione interna italiana avrebbe aumentato il suo prestigio presso gli Stati Uniti. Presidente e Relatore non hanno approfondito e Bordin, commentando l’audizione, non ha colto lo spunto politico e, soprattutto, l’elemento di attualità comportato dalla testimonianza.

On. Aldo Moro durante il sequestro
On. Aldo Moro durante il sequestro

Fermo restando che gradiremmo che l’Ambasciata di Israele, Paese con il quale i rapporti sono stati sempre influenzati dalla politica italiana nei confronti dei Paesi arabi, ma sostanzialmente alleato, ora, così come allora, smentisse la circostanza, la destabilizzazione politica ed economica in Italia è ancora un argomento all’ordine del giorno. Soprattutto per responsabilità della politica italiana, disaccorta, disunita e succube nei rapporti internazionali. Ma anche ad opera dei soggetti che inquinano il sistema finanziario italiano e incoraggiano il disordine sociale con la migrazione illegale. La debolezza italiana si può verificare perfino nei confronti della Francia, che ha il vantaggio di presentarsi più compatta e solidale, come si è toccato con mano in occasione dell’attacco alla Libia (di cui tutti, apparentemente, ora si dolgono) e come dimostra il giro di valzer di Macron nella acquisizione, finora incompiuta, di Fincantieri. Ben vengano questi preziosi documenti politici, e quindi grazie a Radio Radicale per l’impegno e la qualità delle trasmissioni, con l’auspicio, però, che producano effetti virtuosi nel Paese.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
david_cameron
Politica Estera / Corbyn, vattinne!