Il mondo vuole saperne di più su Notre Dame

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Sull’incendio di Notre Dame ancora non si hanno informazioni attendibili. La negligenza dell’impresa impegnata nel restauro non è attendibile. L’incendio si è sparso troppo rapidamente e l’intervento dei pompieri si è rivelato poco efficace, soprattutto nell’interdizione. Le indagini e le consulenze tecniche, a distanza ormai di molti giorni, sono state parche di notizie.

Ci aspettiamo che venga offerta al mondo, dispiaciuto e attonito, una spiegazione poco traumatica, ma inattendibile. Con grave torto per l’intelligenza degli osservatori e la legittima attesa di informazione del mondo, nell’interesse della civiltà, quanto meno occidentale. Notre Dame non è soltanto un monumento nazionale francese, è una delle culle della cristianità e della civiltà europea e mondiale.

Ha colpito che Macron non abbia mai menzionato la cristianità nel suo modesto intervento a caldo e nemmeno in quello del giorno successivo. Come il Vescovo di Parigi, fortemente critico nei suoi confronti, non ha mancato di notare.

Qui non sono in discussione le opinioni o la fede personale, religiosa o laica o atea, di Macron. E’ in discussione la sua sintonia con il popolo francese, e la collocazione della Francia tra i protagonisti dell’Europa moderna, proiettata nel futuro – così speriamo – ma ancorata alle sue radici, classiche e medioevali, oltre che rinascimentali.

Macron si è dimostrato, anche in questa circostanza, inadeguato al ruolo, come sostengono, ormai, non solo i Gilet Gialli.

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