Mistero Steve Bannon


Steve Bannon potrà tenere i suoi corsi nella Certosa di Trisulti. Lo ha deciso il Tar del Lazio, a cui si era rivolto il ministero della Cultura per impedire l’iniziativa.

Il nome di Bannon, ex consigliere di Trump, inquieta evidentemente i sogni di Franceschini. Piuttosto, sarà difficile che i corsi a Trisulti siano frequentati perché il monastero non si raggiunge con facilità e non ha ricettività per molti ospiti.

La direzione della scuola  potrà supplire o integrare con corsi telematici, se le linee lo consentiranno e l’offerta presenterà un qualche interesse concreto di impiego delle materie apprese per gli allievi, presumibilmente giovani interessati nella politica. Infatti, sarebbero in corso trattative con altre scuole analoghe per un’offerta congiunta.

Anche Rutelli, ex sindaco della Capitale, ha promosso un’iniziativa di insegnamento, per preparare i futuri amministratori. L’iniziativa è finanziata, ben presentata e avrà sicuramente successo. Quanto poi al successo degli allievi nelle funzioni che rivestiranno, è tutt’altra cosa.

Bannon, nel frattempo, non cessa di incuriosire con le sue dichiarazioni a tappeto sull’infiltrazione della Cina in Europa, e soprattutto in Italia, e sull’omosessualità strisciante in Vaticano. Poco si sa, in effetti, di chi lo finanzi, e degli obiettivi perseguiti in Italia. Non sembra che tra questi obiettivi ci sia un riavvicinamento degli Stati Uniti all’Italia, perché, in tal caso, a giudicare dai risultati, la strategia di Bannon sarebbe perdente.

 Per il momento, Bannon rappresenta un mistero. Potrebbe essere un aspirante Rasputin, un contaballe, un cercatore d’oro o un politico smaliziato in missione. Propendiamo per quest’ultima ipotesi, ma sta a lui dimostrarlo, quanto prima.

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