Midterm elections, USA

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Il Partito Democratico conquista la Camera, il Partito Repubblicano si consolida al Senato. Un risultato elettorale equilibrato, rispetto alla chiamata alle armi di Obama: “Siamo alle elezioni più importanti della nostra vita. E’ in gioco il carattere, il tessuto morale della nazione”. 

Gli elettori democratici lo hanno ascoltato, sono affluiti alle urne con una inusitata maggioranza bulgara, rispetto alle abitudini americane. Significa che la campagna stampa “democratica” a carico di Trump ha avuto buon esito e che ora sarà guerra tra Democratici e Repubblicani per la conquista della Casa Bianca.

Trump ha annunciato tatticamente di non volerne sapere, si è dichiarato prontamente disponibile alla trattativa. Su cosa e se manterrà la disponibilità, bisognerà vedere. Noi abbiamo scritto che la politica internazionale di Trump non ha segnato significative modifiche rispetto alle linee e alle proiezioni dell’Amministrazione Obama, ma, in effetti, non possiamo sapere quale sarebbe stata la politica di Hillary Clinton. Possiamo soltanto immaginare, in base al sostegno morale che Hillary ha avuto dalla stampa e dalla finanza, in seguito alla sconfitta elettorale, che il conflitto con “l’Europa dei Popoli”, avversata dalla finanza globale, sarebbe stato più intenso, e che i rapporti di forza USA – Russia avrebbero segnato l’acme, dalla caduta del Muro in poi.

L’incognita rimane la Cina, con l’appendice Nord Coreana, dove Trump si è mosso con capacità egregia per un neofita della politica internazionale. Hillary avrebbe scelto di allearsi con la Cina contro il resto del mondo, per un lungo periodo, o avrebbe fatto una scelta tattica più morbida? Non lo sapremo mai, perché qualsiasi Presidente gli americani scelgano tra due anni, lo scenario geopolitico nel frattempo sarà cambiato, e di molto, e la politica dovrà adeguarsi.

Al di là delle dichiarazioni di facciata, politicamente corrette, al momento non crediamo che la politica dell’Amministrazione Trump subirà una svolta. L’Europa ha due anni di tempo per rivedere gli assetti interni, fortemente squilibrati, e non da poco tempo, in favore di un gruppo di comando destinato alla scomparsa l’anno prossimo.

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<> on July 30, 2018 in Washington, DC.
Politica Estera / Non più Caos per Trump