Macron, Presidente inesperto

French President Emmanuel Macron delivers a speech during a reception for France's mayors at the Elysee Palace in Paris on November 21, 2018, on the sidelines of the 101st congress of the Association of Mayors of France (AMF). (Photo by Thibault Camus / POOL / AFP)        (Photo credit should read THIBAULT CAMUS/AFP/Getty Images)

La ribellione in Francia non si placa e il consenso di Macron precipita, ogni giorno di più. La struttura di governo, però, tiene. Non devono ingannare le dimissioni dei vari ministri, che hanno preferito prendere le distanze dalle politiche impopolari e inconsistenti di Macron. In Francia c’è una struttura Paese, che in Italia manca.

La struttura francese va dalla Pubblica Amministrazione ai Servizi Segreti, che partecipano attivamente alla politica estera del Presidente. In sostanza, la Repubblica presidenziale francese non si esaurisce nella consegna dei pieni ed esclusivi poteri nelle mani del presidente di turno. La Francia vuole essere certa che il presidente uscito dalle urne valga, nella pratica operativa, il consenso elettorale. E, se la pratica è deficitaria, come succede con Macron, la struttura tende a imporre la sua visione, che ha orizzonti diversi dalla persona del presidente.

Macron, tra l’altro, non ha precedente esperienza politica e non ha relazioni personali con le segreterie dei partiti, che potrebbero, in ipotesi, sostenere, in Parlamento e nel Paese, l’azione di governo. Dalla sua, Macron ha, in effetti, soltanto i signori del denaro, che, però, sono i primi, se occorre, a sconfessare l’artefice della debacle, lasciandolo solo con le sue incapacità.

Non ci saranno capovolgimenti proporzionali al crollo del consenso, soltanto perché la Francia non vuole rischiare di apparire come un Paese rissoso e spaccato, in un’Europa caotica e fragile nella contesa asimmetrica dei protagonisti mondiali, di quelli che si vedono e di quelli che non si vedono, ma si intuiscono. Oltre a Stati Uniti, Russia e Cina, che hanno storie diverse, collocazioni diverse e prospettive diverse, ma confliggenti tra loro, gli altri protagonisti meno visibili sono le vene terroristiche sparse nel mondo, le organizzazioni criminali, le multinazionali, le strutture bancarie e finanziarie (ufficiali e ufficiose) e il web. Nessuno domina tutto e tutti e, infatti, il conflitto è asimmetrico.

Per sopravvivere decentemente lo Stato tradizionale, uscito dal Patto di Westfalia (anno 1648), deve ricorrere alla propria struttura, alle tradizioni della popolazione e alla capacità della rappresentanza politica. Non è semplice, se manca il retroterra. E a Macron, manca.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
tsipras
Politica Estera / Fenomeno Tsipras
midterm-elections-2018
Politica Estera / Midterm elections, USA