Macron, maleducato e isolato in Francia

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Le intemperanze verbali di Macron e del portavoce di En Marche a carico dell’Italia sono sgradevoli e del tutto ingiustificate. La questione della nave Aquarius non costituiva oggetto di contenzioso diretto tra Italia e Francia e sembrava, oltre tutto, in via di soluzione, grazie all’intervento del Governo spagnolo. Quindi, Macron ha voluto creare il casus belli, che, in politica, serve a misurare le forze o a far scoppiare la guerra (politica).

Nave Aquarius
(Nave Aquarius)

Tra l’altro, in contrasto con l’atteggiamento di cortesia adottato nei giorni della crisi di Governo con il Premier Conte incaricato. Possiamo solo pensare che lo stesso Macron sia sotto osservazione e che i suoi potenti supporters gli tirino la giacchetta. A quale scopo?

Perseguire un disegno di destabilizzazione del Mediterraneo e di strutturazione in Europa di un potere che non ha nulla a che vedere con la Democrazia e la Libertà.

E’ inutile ricordare che in democrazia c’è il governo della maggioranza e che il Governo Conte è piena espressione della maggioranza degli elettori italiani e che Salvini, nella qualità di Ministro della Repubblica, assolve i suoi compiti in conformità al mandato elettorale. E che ogni pretesa di ingerenza nella volontà popolare di altri Paesi è, quanto meno, politicamente scorretta.

Ma, in questo caso, rischia di essere molto di più, se non si compone, perché Macron, atteggiandosi a leader, continua a proporsi come “rappresentante” di interessi europei che nessuno gli ha affidato, ma crea danni al processo di integrazione.

Si parla tanto di rispetto dei Trattati, senza voler capire che gli accordi, qualunque accordo, ma soprattutto gli accordi internazionali, sottoposti alla verifica continua degli avvenimenti, sono fatti per disciplinare le prospettive, anche in base alle leggi interne degli Stati, dalla Costituzione in giù. Cosa giustifica le contumelie francesi? Niente, se non voglia di sopraffazione, da parte di una persona, Macron, sollecitato da ambienti, che, al più, l’hanno votato come grandi elettori. Non dal popolo francese, che è amico di quello italiano, a cui non sembra che Macron, in realtà, soffiando maliziosamente sul fuoco dell’inimicizia, stia rendendo un grande servizio.

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