LUSSEMBURGO: UNA FINESTRA SUL FUTURO PER LE IMPRESE ITALIANE.

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Granducato di Lussemburgo rappresenta, agli occhi di molti italiani e non solo, il prototipo del paese in cui voler vivere ed investire. Ricco e prosperoso, e allo stesso tempo democratico e ben funzionante. In effetti, tale visione non è così distante dalla realtà. Questa piccola nazione al centro dell’Europa detiene, insieme al Qatar, il primo posto nella classifica OCSE per PIL pro-capite, grazie ad un tasso di produttività tra i più alti al mondo.  Anche dopo la crisi del 2008 il paese ha mantenuto una crescita sostenuta, trainata dal motore dell’economia lussemburghese: il settore finanziario.

Ad oggi il Lussemburgo è la seconda piazza finanziaria al mondo, dopo gli Stati Uniti, per attrazione di fondi di investimento. Solida per la presenza di ben 143 banche internazionali, e numerose società di assicurazione, a cui si affiancano i servizi complementari di consulenza.Non volendo, però, poggiare l’intero sviluppo del paese su un tipo di attività altamente instabile, come lo è la finanza, la politica degli ultimi si sta assicurando una diversificazione nell’economia. I settori produttivi su cui sta puntando, per una crescita non solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, sono legati principalmente all’alta tecnologia, con la prospettiva di porsi come Paese innovatore e sempre più interconnesso agli altri.

Ma la vera forza del Lussemburgo, che gli ha permesso di diventare una potenza economica pur avendo dimensioni così ridotte, è stata la capacità di intessere una fitta rete di rapporti – commerciali e politici – con gli altri paesi. Tra questi, l’Italia detiene un ruolo importante, come interlocutrice privilegiata. Non solo per l’alto numero d’immigrati che dal nostro paese ogni anno decide di trasferirsi, ma anche, e soprattutto, per quello che riguarda l’intenso interscambio commerciale. Il Bel paese è al sesto posto come partner commerciale del Lussemburgo e al quinto posto fra i suoi Paesi clienti. E mentre noi importiamo computer, attrezzature elettroniche e ottiche, esportiamo principalmente prodotti alimentari, chimici, macchinari ed apparecchiature, ma anche abbigliamento e metallo (fonte Istat).

Per tali ragioni, il Granducato rappresenta un’opportunità per le imprese italiane. Si presenta come un paese stabile e in crescita continua, e allo stesso tempo capace di accogliere chiunque sia in grado di agevolare tale sviluppo. A conferma di ciò, vi è la presenza consistente sul territorio di connazionali, ben inseriti nel tessuto finanziario ed economico. Parliamo di imprese di dimensioni elevate, come la Ferrero International S.A. o il gruppo Mondo s.p.a. di Alba (nel settore chimico), ma anche di realtà più piccole, in particolare nel settore delle costruzioni e della ristorazione.

In queste rosee condizioni è facile capire cosa continua a spingere le imprese nostrane a volgere lo sguardo verso questo piccolo paese, capace di fornire ad oggi, ciò che l’Italia non riesce più: la prospettiva di uno sviluppo futuro.

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