Londra: cresce la violenza. Ma l’Italia non è da meno.


Non si ferma l’escalation di sangue a Londra. Negli ultimi mesi la città ha fatto parlare di sé per la violenza che impervia tra le strade, e per il fatto che, le vittime e gli assassini sono stati in gran parte giovani. Anzi giovanissimi. Dall’inizio dell’anno, infatti, si contano più di 60 casi di omicidio, su cui Scotland Yard sta indagando, e la quasi totalità ha riguardato vittime con meno di 30 anni.

Con questi numeri Londra ha raggiunto il record di criminalità. Ha superato persino New York, la “città criminale” per eccellenza, che solo nel 2017 ha contato circa 300 assassinii, ma che, a ben vedere, pur restando alta in classifica, ha vissuto negli ultimi anni una riduzione notevole degli omicidi ( dai più di 2000 casi che riempivano le pagine di cronaca negli anni Novanta).

Numeri che fanno paura. Soprattutto se si tiene conto che i protagonisti sono quasi tutti ragazzi. Uccisi da altri ragazzi.  Per cause spesso non riportate, che hanno a che fare con il controllo del territorio di spaccio e con pareggi di conti tra gang rivali.  L’ultimo caso, pochi giorni fa, è stato quello di Rhyhiem Ainsworth Barton,  un diciassettenne ucciso con un colpo di arma da fuoco a Sud della città, nel quartiere di Soothwark. E nello stesso giorno la notizia di altri  due minorenni, di appena 12 e 15 anni,  trovati feriti in strada, a poca distanza l’uno dall’altra, nel quartiere di Harrow. Le circostanze delle vicende restano poco chiare, e questo contribuisce ad aumentare il clima di terrore che popola le strade di Londra.

Eppure, se i numeri in sé suscitano clamore, la realtà è più complessa di quanto solo i dati possano descrivere: il tasso di omicidi è il più alto di sempre, ma non dovrebbe essere il numero a farci preoccupare, quanto le modalità, i soggetti coinvolti e le motivazioni. I fatti si spiegano attraverso le cause, per non cadere nell’immobilismo di chi non sa porsi le domande e si accontenta di assistere agli eventi senza capirne il perché. Ed anche per quel che riguarda i fatti di Londra, sono le cause, oltre alle modalità, a destare preoccupazione: prima ancora di chiedersi cosa porti questi giovani ad uccidersi a vicenda, bisognerebbe guardare ai motivi che li inducono a spacciare, a prendere la strada della criminalità invece che quella della legalità.

Londra non è poi così diversa dall’Italia: la violenza tra minori, la rivalità tra gang per il controllo del territorio di spaccio, e l’uso delle armi tra i giovanissimi, sono all’ordine del giorno. Basterebbe guardare alle piazze – e non solo del sud – per vedere la sconcertante somiglianza tra Londra e le nostre città. E ce lo ricordano i molteplici casi di violenza tra baby gang, che fino a pochi mesi fa destavano l’attenzione delle autorità e dei giornali, prima che venisse spostata verso nuove tendenze (come suggerisce Twitter).

I numeri spaventano, ma le circostanze di più.

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