Lo sgarro francese a Bardonecchia

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In Francia qualcuno si è montato la testa. Sembrava che con la caduta di Sarkosyepaté (nell’accezione di sfottuto) da americani e inglesi in Libia e attratto nello scandalo delle regalie di Gheddafi, la dirigenza francese, sottoposta alla prova di una Presidenza difficile (sosteniamo da tempo che il trionfalismo di Macron e della elite al potere è, allo stato, del tutto ingiustificato), si fosse ridimensionata, avesse preso atto della necessità di rapporti stabili con gli alleati naturali (i Paesi confinanti) e perseguisse lealmente i dichiarati obiettivi comuni dell’Unione Europea.

Invece, nei giorni scorsi, c’è stato lo sgarro di Bardonecchia. Gendarmi francesi, alla faccia dei Trattati e delle regole più elementari di buon vicinato, hanno attraversato il confine per compiere attività di polizia in Italia. La reazione delle autorità italiane, una volta tanto, è stata immediata. L’ambasciatore francese è stato convocato alla Farnesina e la protesta diplomatica è stata ferma. Incredibilmente, dall’Eliseo non sono venute né scuse, né giustificazioni, sia pure formali, che, nella circostanza, avrebbero contribuito ad appianare l’incidente. Se questa è l’aria, in Francia la sindrome di Napoleone sembra più diffusa di quanto si pensi.

In effetti, non è il primo sgarbo di Macron all’Italia. C’è il precedente di Fincantieri, una vera e propria violazione degli accordi, pubblici e privati. C’è la trattativa bilaterale con la Merkel, indebolita dal risultato elettorale, anche questa in violazione delle regole europee. Gli obiettivi di armonizzazione sono multilaterali, comuni a tutti i Paesi dell’Unione. C’è la pretesa dichiarata di Macron di candidarsi alla guida dell’Unione.

Adesso, delle due l’una: o Macron ha cattivi consiglieri o le sue iniziative sono pretestuose, tendono a destabilizzare i principi dell’Unione, nel perseguimento di obiettivi non dichiarati. Se pensiamo che Macron è diventato ricco in pochissimo tempo in Banca Rothschild, che il suo concorrente diretto alle elezioni presidenziali è stato sconfitto da uno scandalo provvidenziale e che la sua personale esperienza politica, in effetti, non è molto vasta, non c’è da stare allegri. Per la Francia, oltre che per l’Europa.

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