Le sfide di politica estera ignorate dai partiti

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Francia e Germania annunciano un accordo bilaterale, ad esclusione degli altri Paesi dell’Unione Europea, e in Italia, contesa dai partiti, non si levano voci di protesta e non si chiedono spiegazioni. Né si annunciano misure di ritorsione, più che legittime, visto che l’accordo tra Francia e Germania influenzerà – negativamente – la politica comune europea. La Germania si propone di assumere l’iniziativa della difesa “comune” europea (finora osteggiata dal Regno Unito, che però non ha più voce in capitolo), ma i militari italiani continuano a coltivare il sogno di un atlantismo rinnegato da Trump. I programmi dei partiti dichiarano sinteticamente più o meno Europa (Bonino da una parte, Salvini dall’altra), ma gli esponenti dei partiti non ci dicono quello che hanno, o non hanno, fatto negli scorsi decenni perché l’Italia fosse spogliata, prima delle migliori industrie di base, poi del potere di acquisto della moneta, ora dei risparmi e delle più note imprese di beni pregiati.

Una nota banca estera ha bidonato una primaria banca italiana (per vari miliardi) e non si registrano reazioni, né pubbliche, né private. Come minimo, magari senza prospettive di effettivo recupero dei miliardi sottratti, l’acquisizione, per ragioni di dignità, doveva essere impugnata. Niente. C’è da aspettarsi che, a breve, il bidone sia doppiato e triplicato. Tanto gli italiani assorbono tutto. Brunetta ha denunciato, con qualche anno di ritardo, un golpe a carico del Paese (chi non ricorda lo spread del 2011 e il FATE PRESTO del Sole 24 Ore), ma alle denunce dovrebbe seguire un procedimento giudiziario o costituzionale, laddove sia il caso. Invece, Brunetta usa la denuncia a fini elettorali, ma non informa il pubblico sugli obiettivi perseguiti dagli autori stranieri del golpe e sulle modalità adottate dai complici italiani. Perché uno straniero, quale che sia, per agire in Italia, nei massimi, così come nei minimi sistemi, deve avvalersi di complicità. Che, un tempo, sarebbero state definite tradimento. Pannella è stato l’unico politico italiano che, per quanto ci risulti, ha qualche volta chiamato felloni (equivalente di traditori) i protagonisti della scena politica e sociale.

Nei giorni scorsi, Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, giornale di riferimento della finanza internazionale scaltra e rapace, ha riscattato Berlusconi, da lui stesso definito, anni fa, unfit (inidoneo) a governare. Non a caso, sosteniamo che Berlusconi abbia ricucito, dopo anni di lite, il rapporto con i poteri forti, e sia adesso un riferimento italiano (non l’unico). Con quale vantaggio per la collettività nazionale? Nessuno. La politica interna è, e sarà sempre di più, influenzata dalla politica estera. Ma all’orizzonte non si vedono statisti capaci di affrontare le sfide. Se ci sono, che battano un colpo.

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