L’attenzione delle potenze straniere sulle elezioni italiane

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Il Senatore democratico USA Ben Cardin ha scritto un rapporto sulle influenze o interferenze della Russia nella politica e nelle elezioni di altri Paesi, dedicando varie pagine all’Italia e al rischio che i risultati della prossima tornata elettorale del 4 marzo siano determinati dalle manovre degli hacker russi. Il rapporto si inserisce nel conflitto tra le due anime americane, pro e contro Trump, deflagrato come non mai in seguito alle elezioni presidenziali del 2016, ma ha il rilievo di un documento di politica estera e merita di essere esaminato e commentato, ben oltre lo spazio di un articolo.

Per quanto concerne l’Italia, l’attenzione è centrata sui partiti che si sono pronunciati a favore della abolizione delle sanzioni commerciali comminate a carico della Russia per i fatti, per la verità datati, di Crimea e Ucraina, e, quindi, in particolare di M5S e Lega, a causa dei riflessi negativi sulle esportazioni italiane e, di conseguenza, sulla bilancia dei pagamenti. Il rapporto ignora, tuttavia, alcune circostanze meritevoli di altrettanta attenzione, e cioè che il sentimento italiano, da alcuni anni a questa parte, tende a pendere in favore della Russia, anche in conseguenza del brusco mutamento di politica estera americana che ha provocato notevoli danni nel Mediterraneo, e, soprattutto, che non è una novità degli ultimi anni l’influenza esercitata in Italia da potenze estere. Senza rivangare tempi lontani, e non esattamente lusinghieri per la storia del nostro Paese, ricordiamo l’influenza recente, esercitata dall’Unione Sovietica in Italia (e non solo, sia pure con minore efficacia anche in altri Paesi europei) tramite il Partito Comunista Italiano, il Pci, la cui vecchia guardia era stata allevata a Mosca e i cui epigoni, fortunatamente ormai pochi, ancora inquinano la politica italiana. La Russia ha preso dichiaratamente le distanze da quel Potere e, con Putin, ha adottato comportamenti idonei all’inserimento del Paese nella dialettica della politica internazionale, i cui altri protagonisti sono – come diciamo da tempo – Stati Uniti e Cina. Tutti e tre tali protagonisti esercitano, con modalità diverse, in base alle rispettive tradizioni e capacità, una certa influenza politica sul resto del mondo, di cui l’Europa ancora costituisce un obiettivo politico molto ghiotto.

Non pretendiamo, in conclusione, che il Senatore Cardin cambi idea e muti politica rispetto ai fenomeni complessi della politica internazionale per queste nostre semplici considerazioni, ma attiriamo la sua attenzione su altri aspetti del prisma mutevole, in cui si esprimono gli equilibri di potenza tra Stati, perché valuti l’opportunità di contribuire ad un aggiustamento della politica americana in Italia e nel Mediterraneo.

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